Due morti sotto la gru, un mantovano tra gli indagati

L'incidente sul lavoro avvenne nel settembre 2017 a Lucca: due operai caddero da una piattaforma mentre installavano lumini per una processione. Tra i 14 sotto indagine anche un tecnico di Gazzuolo

GAZZUOLO. C’è un mantovano tra i 14 indagati per l’incidente di Lucca nel quale persero la vita, il 1 settembre scorso, Eugenio Viviani e Antonio Pellegrini, operai di 54 e 61 anni, uccisi dal crollo del braccio della piattaforma elevatrice su cui si trovavano per montare i portalumini per la processione di S. Croce. E' stata infatti depositata la prima relazione preliminare del collegio dei tecnici incaricati dalla procura, frutto dell'incidente probatorio sul mezzo meccanico, su cui si era verificato il cedimento.

Tra le persone sotto indagine Daniele Pinardi, di Gazzuolo, un tecnico che si era occupato con i colleghi della manutenzione del braccio meccanico.

Per i consulenti dei pm Aldo Ingangi e Elena Leone, che seguono l'inchiesta sotto la supervisione del procuratore capo Pietro Suchan, è stata una "causa tecnica" a provocare la frattura del braccio della piattaforma, crollato a terra dopo aver sbalzato fuori i due operai della Cooperativa agricola Morelli.

In sostanza secondo i periti vi fu un «cedimento per fatica» del metallo, con «innesco localizzato in corrispondenza di una saldatura non strutturale posta in opera per il montaggio sul braccio di alcune staffe che reggono le canaline passacavi».

Un problema all’origine, dunque, dovuto a saldature non a norma operate sul macchinario, i cui metalli avrebbero alterato e indebolito l’acciaio. Una perizia che adesso la procura valuterà "per accertare le responsabilità". L'inchiesta della procura tocca l'intera filiera della produzione e manutenzione della gru che ha avuto il cedimento.
 

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