Nodo cartiera, dopo la bocciatura del Tar per i comitati si apre la strada del Consiglio di Stato

I civici guidati da Forza Italia, Lega e M5S già decisi a procedere anche a Roma. Più cauti Isde, Italia Nostra e ambientalisti: «Valuteremo il da farsi»

MANTOVA. Consiglio di Stato sì o Consiglio di Stato no? Non ancora smaltita la bocciatura del Tar, associazioni, comitati e cittadini no inceneritore Pro-Gest s’interrogano già sul seguito. La prossima fermata porterebbe dritto a Roma. Se sul punto Gloria Costani di Isde-Medici per l’ambiente è cauta – «valuteremo il da farsi» – il Comitato civico promosso dai consiglieri comunali d’opposizione di Forza Italia, Lega e 5 Stelle ha già deciso.

«Stiamo organizzando un evento di piazza, tra il 20 e il 22 giugno, insieme al nostro avvocato Paola Brambilla – anticipa Michele Annaloro, presidente del Comitato – Proporremo un’analisi pubblica della sentenza del Tar, interrogandoci sugli scenari che si aprono, con la consapevolezza che, comunque, impugneremo la decisione di fronte al Consiglio di Stato. Per farlo chiederemo un contributo ai cittadini e apriremo agli altri comitati, a Isde, alle Mantua Mothers, alle mamme che hanno organizzato la grande manifestazione di aprile. Dobbiamo unire le forze per rendere la nostra azione più efficace».


«Il Tar ha fatto il suo lavoro da tribunale amministrativo, la sentenza era prevedibile – osserva la Costani – Resta il fatto che noi di Isde, Italia Nostra, Comitati ambientalisti, insieme a centinaia di cittadini, siamo stati i primi a presentare il ricorso che ha spinto nella direzione della richiesta di un verificatore. Il Comune si è accodato dopo». A conti fatti, per Isde non è una sconfitta, perché «per la prima volta i cittadini mantovani hanno partecipato attivamente alla difesa dell’ambiente».

E non è ancora finita: «Resta il nodo della richiesta di Pro-Gest di aumentare la produzione, con conseguente aumento delle micropolveri, rispetto al quale vigileremo, chiedendo un controllo attivo. Tanto più che l’azienda si riserva di aumentare anche la capacità dell’inceneritore in un secondo momento. Il pericolo rimane attivo».

In attesa di formulare una lettura più larga e dettagliata della sentenza, l’ingegnere Paolo Rabitti, consulente di Isde (più tutti gli altri), osserva: «Il ricorso è stato fatto contro l’autorizzazione del 2016, che, in base a dati falsi, come confermato dal Tar e dal Politecnico su mie osservazioni, e con l’accordo del Comune, presenti alla conferenza di servizi Palazzi e Murari, ha autorizzato il raddoppio della produzione di carta e della portata dell’inceneritore senza sottoporre il progetto a Via e Aia». Per Rabitti «i falsi sono accertati e ora deve esprimersi la Procura, dopo sei esposti. Quattro miei e due di Ciliegi».

A proposito, Sergio Ciliegi resta convinto che «come da Testo unico delle leggi sanitarie tuttora in vigore (il Regio decreto è il numero 1.265 del 1934, ndr), trattandosi di industria insalubre di prima classe, la cartiera con l’inceneritore non può essere installata vicino alle abitazioni. In sede di conferenza di servizi, il sindaco può dettare le sue prescrizioni rispetto alla legge sanitaria, confido quindi che lo faccia nella procedura di Via in corso. E confido anche in una rapida conclusione dell’indagine aperta in Procura dal mio esposto del febbraio 2017».

IL COMMENTO DELL'AZIENDA.  Alla notizia della bocciatura da parte del Tar dei ricorsi dei comitati contro il progetto Pro-Gest, commenta, sollevato, l’amministratore della società, Bruno Zago: «Siamo felici e soddisfatti di questo ottimo risultato. Siamo sempre stati ottimisti e continueremo a fare il nostro lavoro al meglio e con serietà». Una soddisfazione dell’intero gruppo, in quanto «il dimezzamento della capacità produttiva, il dimezzamento della capacità del termovalorizzatore e il blocco dei rifiuti da altri stabilimenti insieme alla presentazione di una richiesta di valutazione di impatto ambientale per il ripristino della totale capacità della sola produzione di carta, avevano tolto ogni dubbio sul fatto che la nuova configurazione rappresentasse un miglioramento dal punto di vista ambientale».

«Il progetto di riavvio quindi continua, nella consapevolezza – va avanti Zago - che gli attuali limiti produttivi autorizzati non rendono economicamente sostenibile la cartiera. Il gruppo auspica che si possa ora accelerare il procedimento di Via avviato ancora nel mese di ottobre 2017. L’obiettivo è il ripristino della quantità di carta autorizzata in precedenza che, come accertato dal verificatore e ora anche dal Tar, non presenta alcuna criticità ambientale. Il gruppo ritiene importante evidenziare come la procedura di Via in corso riguarda esclusivamente il ripristino della capacità produttiva della cartiera e non apporta alcuna modifica al termovalorizzatore così come già analizzata dal Tar. Il gruppo continua con ancor più determinazione nella strada intrapresa a Mantova».

SINDACI E PARCO DEL MINCIO. Nel tritacarne per mesi dopo aver rilasciato la voltura dell’Aia a Pro-Gest, la Provincia, nel giorno in cui viene resa nota la sentenza del Tar, sceglie il silenzio. Parlano, invece i sindaci dei quattro Comuni (Mantova, Porto Mantovano, Borgo Virgilio e San Giorgio) e il presidente del Parco del Mincio che avevano ritirato i loro ricorsi per trovare un nuovo accordo con la cartiera. «Il Tar ha confermato la correttezza della posizione tenuta dai Comuni e dal Parco - scrivono in un comunicato congiunto i sindaci Mattia Palazzi, Massimo Salvarani, Alessandro Beduschi e Beniamino Morselli e il presidente Maurizio Pellizzer - Ora la priorità è rassicurare sempre di più i tanti cittadini legittimamente preoccupati, garantendo controlli inflessibili e spiegando con la massima chiarezza i dati ambientali e sanitari».

Nel merito, «il Tar ha provato la bontà della nostra azione che, nel pieno rispetto della legge, ha portato al dimezzamento del termovalorizzatore, autorizzato da più di 20 anni. La sentenza - spiegano gli amministratori - dimostra che se non avessimo ottenuto, stragiudizialmente, con l’Aia 2017, il dimezzamento del termovalorizzatore (che il Tar conferma esistere in autorizzazione dal 1997), oggi Pro-Gest sarebbe autorizzata ad attivare un impianto doppio di quello da noi ottenuto (era 80mila tonnellate, ora 39mila e con divieto sui rifiuti da fuori). È indiscutibile anche che l’abbandonare i ricorsi dopo aver ottenuto il dimezzamento sia stata una scelta tanto difficile quanto giusta, sia dal punto di vista giuridico che ambientale, per non rimettere in discussione il vantaggio ottenuto».

Una promessa: «Continueremo a lavorare per migliorare l’ambiente e tutelare la salute dei nostri cittadini, facendoci sempre carico delle loro preoccupazioni, ma rifiutando strumentalizzazioni, spesso mosse per fini politici. Continueremo a lavorare perché ambiente, salute e lavoro stiano insieme, spingendo tutti ad adottare nuove tecnologie e a ridurre ogni fonte di emissione. Nella procedura di valutazione di impatto ambientale in corso, lavoreremo per ulteriori miglioramenti ambientali, al suo interno sarà conclusa la valutazione sanitaria che sarà resa pubblica, con dati e valori precisi. Rinnoviamo l’invito ai comitati a far parte, con le istituzioni, ad un gruppo di lavoro per fare monitoraggi sull’aria, in aggiunta a quelli che già prevede la legge». Non poteva mancare una bacchettata ai Comitati: «Si è dimostrato che sulle questioni difficili gli slogan e le frasi ad effetto non servono alla città. Forse servono a prendere qualche voto».

CONFINDUSTRIA MANTOVA. «Oggi è un giorno di festa per l’industria, per le istituzioni e per la maggioranza silenziosa degli abitanti di Mantova». A festeggiare con Pro-Gest è il presidente di Confindustria, Alberto Marenghi, che sposa un tono arrembante. «Oggi esultano le aziende che producono sviluppo, rispettando le leggi in materia ambientale, le istituzioni infangate solo per aver svolto il loro ruolo con oggettività; e la maggioranza dei mantovani, che ha capito ciò che Confindustria sostiene da sempre, che l’occupazione si fa solo con gli insediamenti produttivi e che il territorio deve rendersi attrattivo agli investimenti, anche con una diversa mentalità».

L’augurio è che la sentenza del Tar, fedele alla logica delle leggi da applicare e non da interpretare, metta a tacere «quanti si celavano dietro la bandiera ambientalista per contrastare le legittime iniziative industriali di un gruppo che ha scelto Mantova per investire milioni di euro e creare centinaia di posti di lavoro».

I SINDACATI. Non sposa i toni arrembanti del presidente di Confindustria, ma anche lui esprime soddisfazione piena per la decisione del Tar che, bocciando gli ultimi ricorsi rimasti in piedi, dà il via libera alla cartiera formato Pro-Gest. Così il segretario provinciale della Cgil, Daniele Soffiati: «Ciò che dichiara la sentenza corrisponde a quanto abbiamo a maggior ragione ribadito dopo il dimezzamento dell’inceneritore: attraverso le tecnologie che saranno adottate da Pro-Gest, il livello di inquinamento risulterà inferiore a quello consentito dall’Aia 2014. Inferiore cioè a quello prodotto dalla Cartiera Burgo negli anni passati». 

Adesso l’augurio del sindacato è che «la sentenza stemperi il clima di preoccupazione, se non di terrore, per la salute che si è prodotto in molti cittadini». Soffiati si addentra anche nelle pieghe della sentenza: il Tar afferma «che è l’Aia, più che la Via, il procedimento adatto a esercitare il miglior controllo ambientale, rendendo compatibile il cambiamento dei cicli produttivi con il controllo delle emissioni e la qualità dell’ambiente, come sostenuto da sempre dalla Provincia». Insomma «contestualmente al controllo ambientale, procede, come abbiamo auspicato, questo investimento così importante per lo sviluppo industriale e l’occupazione del nostro territorio».

Più cauto il segretario della Cisl Asse del Po, Dino Perboni: «La notizia della sentenza del Tar che dà il via libera al progetto Pro-Gest è importante, perché si inserisce in quel percorso di necessario in-coming industriale indispensabile per far ripartire lo sviluppo economico e sociale della nostra Provincia». L’auspicio ulteriore è che «si organizzi quanto prima un tavolo tra enti locali, Pro-Gest e parti sociali che possa favorire ulteriormente lo sviluppo dell’impresa, anche attraverso percorsi formativi del personale da assumere e favorendo il collegamento con Valdaro».

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