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Ocno sezionato e accatastato in Valletta Valsecchi

Da una parte quella che fu la pavimentazione in legno, dall’altra i galleggianti di plastica. Così è stato sezionato l’arcipelago di Ocno

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MANTOVA. Da una parte quella che fu la pavimentazione in legno, dall’altra i galleggianti di plastica. Così è stato sezionato l’arcipelago di Ocno, rimosso dalla sua posizione di fronte a piazza Arche per essere tirato in secca a Valletta Valsecchi per essere poi smontato e riposto nel magazzino di Tea a Bosco Virgiliano, in attesa di un suo riutilizzo.

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Da qualche giorno quelle che erano le sette piattaforme galleggianti, per due anni palcoscenico di eventi vari in mezzo all’acqua, sono nello spiazzo picnic di Valletta Valsecchi, in riva al lago Inferiore. I tanti cubi in plastica, i galleggianti che sostenevano tutta la struttura e che potrebbero essere riutilizzati, sono accatastati in maniera più o meno ordinata, protetti da una recinzione di cantiere; accanto, ammassato alla rinfusa sulla sponda, c’è il legname della pavimentazione, ormai inservibile e destinato agli impianti di Saviola per essere smaltito e riciclato.

La Piemme srl di Viareggio, che si sta occupando dello smantellamento di Ocno e che entro il mese dovrà smontare e trasportare in magazzino la struttura, sta rispettando in pieno i tempi. Due piattaforme (una anche con il legno e l’altra solo con i cubi galleggianti) sono ancora in acqua, ma tra oggi e domani saranno trasportati sulla terraferma.
 

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