L’offerta di Trenitalia: 161 treni nuovi

La società del gruppo Fs s’impegna con Fontana a migliorare la qualità del servizio, in cambio vuole la governance

MILANO. Sul tavolo della trattativa ci sono 161 treni fiammanti da avviare sui binari entro il 2022, con tre anni d'anticipo rispetto al piano di rinnovamento di Regione Lombardia, in cambio dell’1% del capitale di Trenord, ma non per sempre: temporaneamente. La formula è quella dell’usufrutto delle azioni. Al presidente Attilio Fontana la proposta l’aveva fatta direttamente il numero uno di Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini, la settimana scorsa a Milano.

Oggi, 28 maggio, è toccato all’amministratore delegato (e direttore generale di Trenitalia) Orazio Iacono diffondere i dettagli del piano industriale, che poggia proprio su quell’1% di capitale sociale. Tanto quanto basterebbe a Trenitalia (Gruppo Fs) per assumere la gestione di Trenord, di cui detiene già il 50%. L’altra metà? È di Ferrovie Nord Milano (Fnm), controllata a sua volta da Regione Lombardia (57,6% circa), Ferrovie dello Stato (14,7%) e altri azionisti (27,7%).


Sostiene Trenitalia che la sua offerta nasca dalla volontà di rispondere a una precisa richiesta di Fontana: «La Regione vuole migliorare in tempi brevi il servizio per i 750mila pendolari che ogni giorno viaggiano in treno – scandisce Iacono – E la nostra proposta punta proprio a migliorare la puntualità, il comfort e la sicurezza». Nel dettaglio, il piano prevede che la puntualità reale (con un margine di cinque minuti) migliori del 12,5% entro il 2021, passando dall’80 al 92,5%. Stesso discorso per le soppressioni, che Trenitalia s’impegna a dimezzare dal 3 all’1,5%. E il tutto si rifletterà sulla soddisfazione dei clienti, che nel giro di 2/3 anni guadagnerà almeno 5 punti, lievitando dall’80 all’85%. Per un potenziale risparmio di risorse a vantaggio della Regione che Trenitalia stima in 1,6 miliardi. Prima ancora del trasferimento di azioni, la premessa a tutta l’operazione è l’assenso dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm).

Quanto al rinnovo della flotta Trenord, specifica Trenitalia che dovrà trovare copertura nel contratto di servizio con la Regione, e sarà possibile ricorrendo all’accordo quadro siglato dalla stessa Trenitalia con le aziende costruttrici, vincitrici della gara internazionale. «I nuovi treni, Rock e Pop, la cui consegna inizierebbe nella seconda metà 2019 per concludersi nel 2022, sono costruiti attorno alle esigenze dei pendolari e del personale di bordo. Sono treni più comodi, più sostenibili sul piano ambientale, più accessibili anche alle persone a ridotta mobilità e con disabilità – informa una nota stampa – Inoltre, saranno dotati di tutti i livelli di comfort e di telecamere a circuito chiuso, che diffonderanno “live” sui monitor di bordo le immagini, aumentando la security a bordo treno». All’elenco dei vantaggi va aggiunto anche lo svecchiamento dei convogli: l’età media si dimezzerebbe dagli attuali 20 anni ai 10 del 2022.

Nel setaccio della curiosità restano alcuni interrogativi: perché Trenitalia si prodiga tanto a fronte di un trasferimento temporaneo di azioni? E ancora: che ne sarà delle gare già avviate da Fnm per l’acquisto dei nuovi treni? Così sul fronte societario/istituzionale. C’è poi tutta l’altra parte, relativa ai viaggiatori.

«Io sono un pendolare e se prendo un treno nuovo che funziona sono contento, ma vorrei garanzie che anche i binari siano funzionali – interviene un giornalista in coda alla conferenza stampa – D’accordo, non è una vostra responsabilità, ma un organo collegiale di controllo che possa verificare che i treni che offrite viaggino effettivamente su una rete funzionale». «Noi siamo qui per presentarvi la nostra proposta a Regione Lombardia – anticipa la domanda Iacono – proposta che riguarda il servizio di trasporto». Punto.


 

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