Colpo di scena a Sermide Felonica. Annullato l’esito del voto

Il Consiglio di Stato: i voti dati ai Fasci avrebbero potuto cambiare il risultato

SERMIDE FELONICA. Colpo di scena. L’esito delle elezioni amministrative del 2017 a Sermide e Felonica è stato invalidato dal Consiglio di Stato. A poco meno di un anno da quell’11 giugno che aveva incoronato Mirco Bortesi primo sindaco del nuovo Comune nato dalla fusione, l’amministrazione decadrà e arriverà un commissario prefettizio.

La decisione è arrivata ieri, ribaltando la sentenza di primo grado del Tar espressa nel procedimento avviato dal ricorso per l’elezione in consiglio comunale della candidata dei Fasci italiani per il lavoro, Fiamma Negrini. Il Tribunale amministrativo regionale a gennaio aveva escluso la lista dei Fasci, per i richiami al disciolto partito fascista, e fatto decadere la Negrini, unica eletta di quel gruppo, ma non aveva giudicato sufficienti i 334 voti ottenuti da quella lista per annullare la competizione elettorale (la formazione della Negrini aveva preso il 10% delle preferenze). Secondo il Tar, quei voti non erano sufficienti a far ritenere che lo scarto fra le due liste rimaste potesse essere colmato, modificando il risultato delle elezioni. Lo scarto fra Alla luce del Sole, formazione vincitrice, e La svolta era pari a 286 voti, 48 in meno rispetto a quelli ottenuti dai Fasci, «non abbastanza per presumere un diverso risultato, in quanto - scriveva il Tar - non era possibile stabilire a chi sarebbero andati quei voti in assenza della lista dei Fasci, ma era presumibile che non sarebbero andati tutti a una sola lista».


Ragionamento non condiviso dal Consiglio di Stato, che ha invece ha giudicato lo scarto sufficiente ad annullare completamente le operazioni elettorali. Secondo il collegio d’appello, «l’incidenza totalmente invalidante dell’ammissione della lista dei Fasci comporta, per l’elevato numero di voti da essa conseguito, oltre il 10% dei voti validi espressi dal corpo elettorale del Comune, l’annullamento delle intere operazioni elettorali svoltesi nel giugno 2017 e l’invalidazione della proclamazione di tutti gli eletti, sindaco e consiglieri comunali».

La vicenda era iniziata dopo il voto del giugno 2017, quando due cittadini di Sermide e Felonica, sostenuti dal Movimento 5 stelle, avevano presentato ricorso al Tar contro l’elezione in consiglio della candidata sindaco dei Fasci. La motivazione presentata dai ricorrenti era il fatto che il simbolo, raffigurante un fascio con sotto il tricolore, si richiamasse apertamente a quello del partito fascista, in violazione dell’articolo 12 delle disposizioni transitorie della Costituzione che fanno divieto a qualsiasi formazione politica di usare riferimenti nei simboli o nei programmi al disciolto partito del Regime. I ricorrenti chiedevano contestualmente l’annullamento delle elezioni.

Il Tar aveva accolto il ricorso nella parte che riguardava la candidata Negrini, facendola decadere dal consiglio comunale. I Fasci avevano quindi presentato un appello al Consiglio di Stato, chiedendo la reintegrazione della loro candidata e contestualmente i due ricorrenti, sostenuti dai grillini, avevano presentato un appello incidentale chiedendo di nuovo l’annullamento globale del voto.

Il Consiglio di Stato ha confermato la violazione delle norme costituzionali da parte della lista dei Fasci, spiegando che la commissione elettorale avrebbe dovuto cassare quella formazione e non ammetterla alla competizione, in quanto illegittima. Ha poi accolto di conseguenza l’appello incidentale invalidando le elezioni.

A questo punto l’arrivo del commissario prefettizio è inevitabile e, a quanto si apprende, dovrebbe essere a brevissimo termine. L’amministrazione rimarrà in carica ancora qualche settimana, il tempo di formalizzare i passaggi necessari, poi arriverà il commissario che reggerà il Comune fino alle prossime elezioni, che potrebbero essere nella primavera del prossimo anno o contestuali alle Politiche, che sembrano ormai inevitabili.

«Lo Stato ha sbagliato e a farne le spese sono i cittadini – dice il sindaco di Sermide e Felonica, Mirco Bortesi, che affida a poche parole il suo scoramento e la sua rassegnazione – prendiamo atto della decisione, ma a sbagliare è stato un pezzo dello Stato, la commissione elettorale, e adesso ci dicono che tutto è illegittimo e si dovrà rivotare. È una beffa, soprattutto per i cittadini. Adesso l’azione di governo sarà interrotta e il Comune rimarrà paralizzato». Bortesi si riferisce al fatto che il commissario si potrà occupare, per la natura del suo ruolo, solo ed esclusivamente dell’ordinaria amministrazione: «Ci sono una serie di azioni impostate che non vedranno mai una conclusione: gare d’appalto per lavori pubblici per oltre un milione di euro. Lavori finanziati grazie agli spazi di manovra ottenuti con la fusione. Inoltre sono stati aperti dei bandi per il personale. Nei pochi giorni che ci rimangono cercheremo di accelerare e deliberare tutto il possibile, per tracciare alcune linee di indirizzo che possano poi andare avanti autonomamente sotto la guida del commissario. Ma il danno rimane anche per la vita della comunità. Stavamo anche impostando con le associazioni una serie di manifestazioni per le sere estive che ora sono a rischio».

Bortesi chiude con una punta di amarezza: «Molti personaggi politici di primo piano sono intervenuti in questa vicenda, ma nessuno si è mai preoccupato di sentire il primo cittadino del paese o di sostenerlo».


 

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