Amianto vicino alla pista ciclabile sul lago, rimozione complicata

Rfi ispeziona la discarica di fronte all’isola delle oche: il piano pronto a giorni. Sarà necessario togliere le vecchie lastre di eternit conficcate nella massicciata 

MANTOVA. La società ferroviaria, Rfi, si appresta ad elaborare un piano di intervento per la rimozione e la bonifica della discarica abusiva d’amianto rinvenuta tra la massicciata della linea Mantova-Verona e la pista che costeggia il lago Superiore parallelamente al ponte dei Mulini e ad altezza dell’isola delle oche. I tecnici di Rfi, accompagnati da quelli dell’assessorato all’ambiente del Comune, hanno svolto un sopralluogo sul posto pochi giorni fa per predisporre il piano di bonifica della zona.

La società ferroviaria si è impegnata a consegnare nei primi giorni della prossima settimana il piano di lavoro all’Ats Valpadana (vale a dire l’ex Asl) - che dovrà dare un parere e il contestuale via libera all’attuazione - e per conoscenza allo stesso Comune di Mantova.


Sembra dunque finalmente avviarsi verso la soluzione il problema ambientale e prima di tutto sanitario rappresentato da quelle lastre di eternit affiorate dal terreno della massicciata ferroviaria proprio a ridosso della pista ciclopedonale diretta verso il circolo Canottieri. Una pista dunque molto frequentata non solo dai ciclisti ma anche da chi va a correre o a chi ci porta i bambini a fare una passeggiata. La scorsa estate, addirittura, quell’angolo di verde ebbe una certa popolarità per la presenza di coniglietti che attiravano la curiosità dei più piccoli. Ma in mezzo agli arbusti e all’erba, oltre che ai teneri animaletti, si celavano lastre di eternit (vale a dire le lastre ondulate di cemento amianto utilizzate per decenni in edilizia, fino al 1992, anno di messa al bando dell’amianto in Italia) in evidente pessimo stato di conservazione.

L’intervento sembra annunciarsi complesso. Le lastre affiorano dal terreno e la loro rimozione (che deve avvenire senza dispersione di fibre nell’aria) richiederà tecniche più complicate di quelle adottate, ad esempio, per i tetti di case e capannoni. Gli stessi scavi dovranno inoltre essere condotti con cautela, visto che si tratta del terrapieno che sostiene una linea ferroviaria.

Va detto che la presenza di quelle lastre era già stata notata in passato da molti. Ma si deve alla costanza di una residente della zona, Marina Romani, la segnalazione della discarica a Comune e Asl attraverso una petizione che raccolse circa duecento firme.

Sulla necessità di togliere di mezzo l’amianto è quasi superfluo dilungarsi. Si tratta di una sostanza killer, perché le sue fibre, quando inalate, possono provocare una forma tumorale specifica, il mesotelioma.
 

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