Per la burocrazia è morto, ma è un caso di omonimia

Joginder Pal ha scoperto di essere defunto andando dal dottore per una ricetta. «Sono andato da Ats e Agenzia delle entrate. Ma l’errore non è stato corretto»

MANTOVA. È stato in una fredda mattina di febbraio che Joginder Pal, nato in India cinquant’anni fa ma residente nel Mantovano dal 2000, ha appreso di essere morto. A comunicarglielo uno stupito Giuseppe Romeo, il suo medico di base. Che certo, vedeva il signor Pal vivo e vegeto, giusto un po’ raffreddato, seduto davanti a lui, ma nel contempo aveva sotto gli occhi anche la finestra aperta sullo schermo del suo computer che lo informava che a quel paziente non poteva essere prescritta alcuna medicina. Il motivo? Semplice, risultava deceduto.

Per sua sfortuna, Joginder Pal, cittadino italiano da qualche anno, è caduto in una trappola tesa dai sistemi informatici della burocrazia ministeriale. Che , contro ogni prova evidente, lo continua ancor oggi, a distanza di diversi mesi, a considerare defunto. E per quanto sia lui, sia il dottor Romeo si siano rivolti all’Ats Valpadana (l’ex Asl), all’Agenzia delle entrate, all’Inps e al servizio di assistenza del software utilizzato dal ministero delle finanze per erogare le ricette mediche, ottenendo peraltro diverse rassicurazioni su una pronta soluzione del problema, ancora il signor Pal risulta essere trapassato.


«Tutto è iniziato l’inverno scorso - racconta il medico, che lo segue nel suo ambulatorio di Castelletto Borgo, in città - il signor Pal era indisposto e gli ho prescritto alcuni farmaci collegandomi al sistema. Ma non sono riuscito. Il sistema del ministero mi stoppava dicendo che il paziente era deceduto». Tanto il medico quanto Pal hanno contattato l’Ats. Anzi, il protagonista della vicenda è andato negli uffici dell’azienda sanitaria. Ne era uscito rassicurato. Sembrava tutto risolto. E invece...

«Al primo tentativo di fare una ricetta al signor Pal, il sistema era tornato a dirmi che era morto» spiega il medico. A quel punto è iniziato un grottesco viaggio nella burocrazia ministeriale, tra Ats e Agenzia delle entrate. E quando poi è stato costretto a chiedere qualche giorno di malattia per Pal, il medico si è accorto che anche il sistema dell’Inps lo considerava defunto. «Sono andato all’Agenzia delle entrate dove mi hanno spiegato finalmente cos’era accaduto - spiega lo stesso Joginder - sembra che si tratti di un caso di omonimia. Nel 2016 è morto un uomo che si chiamava come me in un paese della provincia. Per qualche ragione ci sono finito di mezzo io». Bene. Tutto risolto, dunque? Macché. Venerdì primo giugno, il medico fa un nuovo tentativo. Niente da fare. Per il sistema, Joginder Pal non è ancora risorto.

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