Il prefetto: «Sindaci, siate sempre d’esempio»

Durante la cerimonia del 2 giugno Lombardi detta le priorità da affrontare: lavoro, crimine organizzato, terrorismo, corruzione e migranti

I ragazzi cantano l'Inno di Mameli ed è subito festa della Repubblica

MANTOVA. «L’Italia s’è desta» cantano i ragazzi del coro dell’associazione Pomponazzo (maglietta bianca e coccarda tricolore sul cuore) diretti dal maestro Marino Cavalca. Sembra, il loro, quasi un messaggio di speranza per il pubblico che ha gremito l’auditorium del conservatorio Campiani per la festa della Repubblica.

Tra spread che in questi giorni saliva e fiducia della gente nelle istituzioni che scendeva, l’inno di Mameli proposto dai ragazzi (con l’altro brano «2 giugno 1946» scritto dallo stesso Cavalca) in apertura di cerimonia davanti a parlamentari, consiglieri regionali e sindaci di vario colore e alle associazioni combattentische e d’arma con i loro labari, diventa la metafora di un Paese rimasto troppo a lungo con il fiato sospeso in attesa di un governo e della voglia dei suoi cittadini di rimettersi al lavoro per il bene della nazione.

E il fatto che si sia andati oltre le solite strofe proponendone anche altre due, quelle sul popolo diviso, spesso dimenticate assieme ad altre, diventa anche il monito per tutti a restare uniti. Concetto ripreso dal prefetto Sandro Lombardi nel suo discorso ufficiale, dopo che il viceprefetto Araldi aveva letto il messaggio del capo dello Stato Mattarella. «Il 2 giugno è il giorno nel quale rimettere al centro della scena il valore dell’unità degli italiani e delle istituzioni» ha detto il prefetto.

Dopo aver espresso fiducia e riconoscenza alle forze armate e alle forze dell’ordine, il prefetto ha posto l’emergenza lavoro e il divario tra nord e sud tra le tra le priorità del nuovo Governo, «in un’Italia che si sente sempre unita e solidale». Ha citato Einaudi per sottolineare la necessità dell’Europa unita, ma ha anche aggiunto che «l’Europa non si può esaurire nelle regole per offrire ai suoi cittadini un’immagine diversa e meno afflittiva».

Lombardi ha toccato i temi dell’immigrazione («le istituzioni hanno il dovere di governare questo fenomeno secondo i princìpi della Costituzione e dei trattati internazionali»), del terrorismo («le forze di polizia hanno fatto un efficace lavoro di prevenzione, ma il pericolo rimane»), della corruzione e dell’evasione fiscale («suscitano indignazione») e della lotta alla criminalità organizzata («va eliminata ogni zona grigia e nel Mantovano gli anticorpi ci sono»). Con un inciso: «Sindaci, siate d’esempio» su tutto. Poi la consegna delle medaglie d’onore ai deportati nei lager e delle onorificenze al merito della Repubblica.

Una successiva riflessione storico-sociale sul significato del 2 giugno è stata affidata a Daniela Ferrari, presidente dell’Istituto di storia contemporanea; citando il giurista Calamandrei ha ricordato il referendum del 2 e 3 giugno 1946 come l’unico caso in cui una Repubblica «sia stata proclamata senza sommosse e guerre civili».

Infine il saluto di Francesca Zaltieri, presidente del Conservatorio: «La festa di oggi organizzata nella nostra sede - ha detto - ha una valenza simbolica: riconosce come fondamentale del nostro vivere civile la cultura, la musica, l’educazione dei giovani». Poi, musica per tutti con un concerto inserito nel programma di Trame Sonore. In molti Comuni i sindaci hanno regalato ai neo 18enni una copia della Costituzione.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

La fuga disperata dalla trappola russa

La guida allo shopping del Gruppo Gedi