Ristorante sul barcone: una lunga serie di no

Prima di andarsene dal molo di Porto Catena, Giovanni Bini vorrebbe vedere accese, almeno per una volta, le luci del suo ristorante galleggiante. E si appella al Comune di Mantova, colpevole, a suo...

Prima di andarsene dal molo di Porto Catena, Giovanni Bini vorrebbe vedere accese, almeno per una volta, le luci del suo ristorante galleggiante. E si appella al Comune di Mantova, colpevole, a suo dire, di negargli, senza un valido motivo, l’autorizzazione per aprire il locale. «Il Comune mi ascolti. In via Roma non sanno quanti mantovani in questi anni mi hanno chiesto quando aprirò» ha detto all’indomani del blitz della guardia di finanza che gli ha sequestrato l’imbarcazione infrangendo il suo sogno.

Il Comune, però, rigetta l’accusa di inerzia: «I nostri uffici hanno approfondito più che adeguatamente la vicenda» spiega l’assessore alla pianificazione territoriale Andrea Murari. Se l’amministrazione ha negato il via libera, la motivazione c’è e, a quanto pare, è stata più volte comunicata al signor Bini.


Per ottenere un’autorizzazione alla somministrazione, step burocratico necessario per aprire il ristorante, non era sufficiente la concessione temporanea dello spazio d’acqua, l’ormeggio limitato nel tempo concesso all’aspirante ristoratore. Serviva, invece, un vero e proprio permesso di costruire. Una concessione permanente sarebbe stata, del resto, difficilmente compatibile, per principio, con le regole del piano di governo del territorio. Un po’ come concedere di costruire un edificio sul lago, ma senza fare una gara per la concessione della porzione di specchio d’acqua.

L’iter burocratico comincia nel 2011. La prima richiesta riguarda la possibilità di utilizzare lo spazio acqueo, l’autorizzazione paesaggistica, la realizzazione di una passerella di collegamento e la licenza per somministrare alimenti e bevande per un attracco permanente dell’imbarcazione. Arriva il primo no: parere contrario di Soprintendenza e Parco del Mincio. La seconda richiesta per attracco permanente è del 2012: ancora due pareri contrari, questa volta di Aipo e Comune, che rileva una non conformità con il piano di governo del territorio; per l’Asl mancano, invece, chiarimenti e integrazioni di documenti, richiesti ma mai forniti. Nuova puntata nel 2014, quando la Provincia, interpellata per l’autorizzazione paesaggistica, osserva che il luogo in questione è il più invasivo all’interno di Porto Catena e che, quindi, sarebbe necessario attenuare l’impatto visivo. Aggiunge, poi, che il ristorante galleggiante non è definibile per dimensione, forma e funzione, come imbarcazione ordinaria.

Atto conclusivo nel 2016, quando la Provincia convoca una conferenza di servizi per il rilascio di un’autorizzazione paesaggistica. Che viene concessa, anche se temporaneamente, nonostante il parere contrario di Parco del Mincio e Comune. Per il Parco l’autorizzazione è in contrasto con il progetto del ponte che sorgerà proprio qui, mentre il Comune ribadisce che è in contrasto con il Pgt.(s.pin.)

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