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Donna e bambino lottano per la vita

La 33enne in coma e in gravidanza trasferita in terapia intensiva: si valuta il parto anticipato. Al Poma è corsa contro il tempo: in campo un'équipe multidisciplinare

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MANTOVA. È in coma da tre mesi e mezzo, ma continua a lottare per la sua vita e per quella del bimbo che porta in grembo. Una battaglia che potrebbe essere arrivata alle battute finali. Domenica scorsa la donna di 33 anni colpita da una grave encefalopatia al terzo mese di gravidanza (oggi è alla 31esima settimana) è stata trasferita dal reparto di Ginecologia del Poma all’unità di terapia intensiva cardiologica. Uno spostamento che si è reso necessario per attuare un monitoraggio costante delle condizioni cardiache, sue e di quelle del nascituro, in previsione di un parto che potrebbe non essere lontano nel tempo.

Le condizioni della gestante sono stazionarie: coma vigile e respirazione autonoma, con buone funzioni vitali del feto. Quella messa in campo dall’Asst di Mantova è una vera e propria corsa contro il tempo, che ha coinvolto gli specialisti di 7 reparti messi insieme in una task force multidisciplinare coordinata dalla direzione sanitaria.

Una battaglia per salvare la vita a due persone, madre e piccolo. Poco più di tre mesi fa la donna fu colpita da un improvviso arresto cardiocircolatorio, che sfociò in ictus con conseguenti danni di natura neurologica. Da quel momento la donna è in uno stato di coma leggero che le consente però, grazie alla continua assistenza di medici e infermieri, di proseguire l’iter della gravidanza.

Un pool di medici e infermieri, appositamente creato, da settimane sta facendo di tutto per allungare il periodo di gestazione e arrivare il più possibile a ridosso del termine, anche se l’ipotesi più probabile è quella di un parto anticipato.

La donna a fine maggio era stata trasferita al Poma dall’ospedale di Pieve di Coriano dove aveva intrapreso un percorso riabilitativo in seguito all’arresto cardiocircolatorio. Lo spostamento a Mantova è stato deciso per mettere la gestante in una condizione di massima sicurezza nell’ipotesi di un parto urgente.

Il Poma è infatti dotato anche di un reparto di Patologia Neonatale e di Terapia intensiva neonatale dove vengono ricoverati i bimbi prematuri. All’epoca dell’attacco cardiaco la 33enne era stata ricoverata per lungo tempo anche in rianimazione. In seguito al suo trasferimento a Mantova la direzione sanitaria dell’Asst ha deciso di attivare una équipe multidisciplinare della quale fanno parte gli specialisti di numerosi reparti: Ostetricia-Ginecologia, Patologia Neonatale, Riabilitazione, Nutrizione Clinica, Terapia intensiva anestesia e rianimazione, Fisiatria e Otorinolaringoiatria. (bo)


 

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