Più famiglie senza casa. Ma sono in calo gli sfratti

Secondo il ministero dell’Interno nel 2017 c’è stata una diminuzione del 14%. In leggera crescita invece gli affittuari che hanno dovuto lasciare l’abitazione

MANTOVA. Diminuisce nel Mantovano sia il numero degli sfratti che quello delle richieste di esecuzione, mentre aumenta quello dei provvedimenti eseguiti. È la fotografia in chiaroscuro scattata dal ministero dell’interno e che evidenzia la situazione in cui molte famiglie che abitano in affitto si vengono a trovare quando il proprietario decide di aver bisogno della casa per sé o per i suoi figli oppure per scadenza del contratto o, peggio ancora, quando si trova di fronte alla morosità dell’inquilino, incapace di pagare la pigione perché magari ha perso il lavoro. Si finisce in strada, senza se e senza ma.

I DATI.Nel dettaglio, nel 2017 i provvedimenti di sfratto a Mantova e provincia sono stati 393 e hanno fatto registrare una flessione del 14,38% rispetto all’anno precedente; sono in calo anche le richieste di esecuzione, 1992, con una diminuzione significativa del 40,96%. Tra le cause degli sfratti la finita locazione riguarda dieci casi, mentre la stragrande maggioranza, ben 383, sono per morosità, segno che la crisi economica non ha ancora terminato di far sentire i suoi effetti più deleteri soprattutto sulle famiglie a basso reddito. Sono però in aumento gli sfratti eseguiti, che nel 2017 hanno raggiunto quota 319, facendo registrare un più 1,27% rispetto all’anno precedente. A livello lombardo le cose vanno peggio sul fronte delle richieste di esecuzione (4.455, con un meno 25,10%), ma meglio su quello degli sfratti eseguiti, 4.976, calati del 6,92%. In diminuzione anche il numero totale dei provvedimenti di sfratto emessi, 9.473, meno 14,26%.


IL SINDACATO.L’aumento del numero degli sfratti eseguiti a Mantova e provincia induce il Sunia, il sindacato inquilini della Cgil, a chiedere ai Comuni di «affrontare al più presto e in maniera organica le problematiche del disagio abitativo, potenziando i fondi per la morosità incolpevole, che per ora sono solo disponibili a Mantova e Borgo Virgilio, e incoraggiando i proprietari ad applicare i contratti a canone concordato, anche alla luce del nuovo accordo territoriale del 9 novembre dello scorso anno che riguarda Mantova». Il Sunia auspica che «anche gli altri Comuni mantovani stipulino al più presto il nuovo accordo».

LE ASSEGNAZIONI. Che la situazione abitativa sia difficile un po’ in tutta la provincia lo dimostrano i dati del Comune capoluogo sulle ultime assegnazioni di alloggi popolari. Su 658 domande presentate da persone che hanno partecipato al bando 2016 per avere una casa, finite nella graduatoria 2017, è stato possibile assegnare solo 89 alloggi, sia di proprietà comunale (complessivamente ad oggi sono 463) che dell’Aler. Sono, quindi, 569 i cittadini che, pur in possesso dei requisiti, non hanno avuto accesso all’alloggio pubblico o sociale. Le cose non sono andate meglio nemmeno per il bando del 2017, con graduatoria 2018. Le domande ammesse sono 532 a fronte di una disponibilità di 69 alloggi, 9 dei quali già assegnati entro il 31 maggio scorso. Inoltre, dei 27 alloggi a disposizione del Comune per le situazioni di emergenza (e temporanee) quasi tutti sono già stati occupati.

Di quei 463 alloggi di proprietà, il 20% risulta inagibile e, quindi, bisognoso di interventi di manutenzione molto costosi che il Comune non riesce a sostenere. Per questo 18 di quegli appartamenti (sette occupati e undici liberi) sono stati messi in vendita.

AIUTO AI GIOVANI. Il Comune tenta comunque di andare incontro a chi ha bisogno di casa ed è ancora giovane con un nuovo bando «Bonus housing». Si tratta di un contributo annuo di 4mila euro per pagare il primo anno d’affitto, destinato a giovani single che intendono andare a vivere da soli oppure a giovani coppie che scelgono di trasferirsi in città o di continuare a risiedere a Mantova. I beneficiari dovranno, però, svolgere nel corso di un anno almeno 50 ore di volontariato in un’associazione o in un ente assistenziale operante a Mantova e restituire a rate 1.800 euro del contributo.

IL SECONDO BANDO. Il primo bando è stato varato l’anno scorso e ha assegnato fondi a venti giovani, quest’anno si punta a soddisfarne altri trenta. Le domande dovranno essere presentate in Comune entro il 29 giugno prossimo; i richiedenti dovranno soddisfare requisiti di reddito (Isee non superiore ai 40mila euro) e di contratto di lavoro (indeterminato o di sei mesi con uno stipendio netto mensile di almeno 800 euro).
 

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