Emergenza casa, un milione e mezzo per evitare gli sfratti

Dal 2015 a oggi il Comune ha aiutato più di 800 famiglie con fondi propri e ottenuti attraverso i bandi

MANTOVA. Più di duecento famiglie hanno evitato lo sfratto. E altre seicento sono state aiutate ad affrontare difficoltà, anche temporanee, consentendo loro di rimanere nelle loro case. Grazie ai fondi, un milione e 500mila euro, stanziati dal Comune dal 2015. Denaro dello stesso ente, finanziamenti regionali oppure risorse ottenute partecipando a bandi europei e di fondazioni private. Per arginare l’emergenza abitativa intervenendo sul mercato privato e in quello pubblico.

«La casa è un diritto, per questo abbiamo messo in campo la più grande rete di welfare abitativo che Mantova abbia mai avuto. In totale, i nuclei familiari sostenuti sono oltre 800 – spiega il sindaco Mattia Palazzi – si tratta di concittadini che abbiamo aiutato ad affrontare situazioni di emergenza, spesso impedendo che finissero sulla strada».

Più di 500mila euro sono stati investiti attraverso progetti innovativi, come Lunattiva, che permette (grazie a fondi europei) di aiutare duecento famiglie, il bando per i giovani e le giovani coppie e il progetto di welfare abitativo di Palazzo del Mago. Con circa 300mila euro il Comune ha sostenuto, invece, la creazione di 32 alloggi temporanei per le situazioni d’emergenza di persone separate, divorziate o, comunque, in situazioni di disagio temporaneo. «Alloggi che – precisa l’assessore ai lavori pubblici Nicola Martinelli – sono quasi sempre occupati».

Ci sono, poi, i lavori per recuperare gli appartamenti di edilizia popolare (Erp) inutilizzabili perché fatiscenti. Per le abitazioni Erp, che in totale sono 439, il Comune ha investito circa un milione e 600mila euro. Al momento dieci di queste case non sono assegnabili perché necessitano di manutenzioni non ancora programmate, ma per altre si stanno per concludere i lavori.

«Presto inaugureremo un’intera palazzina in via Amadei, per un totale di sei alloggi – aggiunge l’assessore ai lavori pubblici Nicola Martinelli – . Ci tengo a precisare che il totale degli alloggi non assegnabili a Mantova è pari solo al 2,27%. Il nostro obiettivo era il pieno recupero degli immobili di proprietà del Comune e la massima offerta possibile ai cittadini in graduatoria. Crediamo di averlo raggiunto». A proposito di graduatoria, negli ultimi tre anni il numero di richieste si è ridotto progressivamente.

Un altro passo avanti riguarda l’inserimento di una voce specifica riguardante l’abitazione nel prossimo Piano di zona del welfare, che sarà approvato dall’assemblea dei sindaci del consorzio di solidarietà la prossima settimana. «La casa è una necessità primaria – chiude l’assessore al welfare Andrea Caprini – che si porta avanti tutta una serie di fragilità per le quali è necessario che politiche abitative e servizi sociali lavorino insieme».

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