Per Italia Nostra troppa luce al Te: «Villa abbagliata»

«Così viene annullata la tridimensionalità del palazzo». Soluzione a portata di mano: basta ridurre la potenza

MANTOVA. Giulio Romano non avrebbe proprio gradito. Non dopo aver curato le bugne una a una perché la villa catturasse lo stupore con il suo carattere tridimensionale. Con i chiaroscuri delle sue pietre, come tante scaglie. Così secondo Italia Nostra, che per bocca del presidente della sezione di Mantova Ernesto Morselli, contesta la nuova illuminazione voluta dal Comune per il parco di palazzo Te. Troppo potente, al punto da accecare la tridimensionalità del palazzo. Non un appunto polemico, premette Morselli, ma «una proposta costruttiva», dettata dall’«amore per la città». Soprattutto una proposta realizzabile subito, e pure a costo zero: si tratterebbe soltanto di girare una rotella e smorzare così la luce (più o meno).

Eccessiva, l’illuminazione realizzata per gli esterni di palazzo Te, perché secondo Italia Nostra determina «un annullamento totale degli effetti chiaroscurali dell’apparato degli intonaci a bugnato, progettati da Giulio Romano». Mica un dettaglio: «Una delle peculiarità delle opere di Giulio Romano è l’invenzione di una particolare e singolare bugnatura delle superfici architettoniche esterne, sia rustica che liscia, realizzate con molteplici e diverse tecniche esecutive – annota Morselli – un modello per cui ogni bugna risulta opera unica, e quindi la lettura dell’architettura che si ha nelle ore diurne non deve essere eccessivamente alterata nella visione notturna».


Un peccato, perché «ogni architettura deve essere letta e godibile con le proprie ombre in modo da determinare la percezione volumetrica e materica dell’opera stessa». Insomma, «la luce non va vista solo come un elemento di sicurezza di un luogo in orario notturno ma come una valorizzazione delle caratteristiche dei prospetti dell’architettura inserita nel parco e del parco stesso». La luce non deve abbagliare ma esaltare «i prospetti architettonici e i contesti naturalistici». Morale, «Italia Nostra suggerisce quindi il controllo della potenza luminosa, allo scopo di ottenere un effetto meno artificioso».

Stesso discorso e uguale modello anche per tutte le altri luci della città: «Riteniamo pertanto che i progetti di illuminazione del centro storico siano certamente auspicabili, da affrontare e progettare con una filosofia e un’attenzione molto discreta, onde evitare delle situazioni “irreali” dove l’architettura diventa un fantasma senza consistenza». A whiter shade of pale. (ig.cip)
 

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