Avvocato indagato per corruzione insieme con due giudici

Il curatore fallimentare Sallorenzo avrebbe pagato una trasferta a Roma per garantire un incontro, con obiettivo una nomina

MANTOVA. Uno tsunami giudiziario corre lungo le rive del Po. La procura di Venezia ha indagato due magistrati con l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari. A rendere nota l’inchiesta è stato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, dopo aver ricevuto la comunicazione dalla procura veneziana che ha informato anche il procuratore generale della Cassazione e lo stesso Consiglio superiore della magistratura. Nel mirino Giuseppe Bersani, attuale presidente della sezione penale e facente funzioni di presidente del tribunale di Cremona e il collega Tito Preioni (presidente della sezione Civile a Lodi).
L’avvocato mantovano nonché curatore fallimentare Virgilio Sallorenzo, secondo l’indagine di Venezia, sarebbe stato colui che avrebbe messo in contatto a Roma i due giudici con un avvocato romano. E per questo è anche lui indagato per corruzione. Quest’ultimo avrebbe dovuto contattare un componente laico del Csm (Paola Balducci, ex parlamentare dei Verdi) per cercare voti che avrebbero garantito a Preioni l’incarico di presidente del tribunale di Cremona. Un appoggio che poi non è stato trovato.

Il giro di contatti si concentrerebbe proprio su Sallorenzo che avrebbe pagato la trasferta a Roma dei due giudici. L’avvocato mantovano avrebbe ricevuto un incarico professionale relativo a curatele e fallimenti proprio della toga che avrebbe dovuto essere nominata. E il nome di Sallorenzo compare anche nell’inchiesta piacentina – non collegata a quella romana – in corso da alcuni di mesi, che ha visto come indagati lo stesso avvocato e la moglie, la commercialista Marina Bottazzi (che il 10 giugno si è dimessa da amministratore unico di Tempi Agenzia). Sallorenzo, secondo le ipotesi della procura piacentina, è indagato per bancarotta, falso e abuso di ufficio, la moglie solo per abuso di ufficio.

L’avvocato sarebbe stato denunciato nel 2017 da persone coinvolte in alcuni fallimenti. Dei professionisti che avevano un ruolo nelle procedure fallimentari sarebbero stati sostituiti su richiesta dello stesso Sallorenzo.
Alcune settimane fa, a Sallorenzo e Bottazzi il tribunale del riesame di Piacenza aveva restituito gran parte delle decine di fascicoli che erano stati sequestrati nel loro ufficio. Una settimana dopo, però, i carabinieri del Nucleo investigativo, a cui i due pubblici ministeri piacentini hanno delegato le indagini, sono tornati di nuovo nello studio del legale acquisendo altra documentazione.
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi