Nel giorno di Pontida l’Aderenti se ne va

L’addio alla Lega della senatrice: è il partito personale di Salvini, non ci sto. Il segretario Carra: la rispetto, ma noi andiamo avanti. Oltre duecento i mantovani al raduno sul Pratone

MANTOVA. Nel giorno in cui sul "sacro" Pratone di Pontida la Lega consacra il vice premier Matteo Salvini, un’ex parlamentare mantovana, la senatrice Irene Aderenti, membro del consiglio nazionale della Lega Lombarda, annuncia su Facebook di non aver rinnovato la tessera. L’Aderenti si rivolge direttamente al leader con un messaggio scritto in un padanissimo color verde, spiegando , senza troppi giri di parole, di aver deciso di non rinnovare la tessera perché fortemente critica rispetto a quello che definisce «inciucio da lei fatto con il M5S».

Il post ha iniziato a girare anche fuori da Facebook molto presto. Anche tra i quasi 250 leghisti mantovani che hanno partecipato all’appuntamento di Pontida, guidati dal parlamentare castiglionese Andrea Dara. Ma lì l’atmosfera è di festa. «Ho visto anche persone che votavano a sinistra fino a pochi anni fa - dice Dara - siamo molto soddisfatti».


La critica dell’Aderenti è di sostanza e fa riferimento alle posizioni di quella parte di Lega rimasta fedele al tradizionale spirito di Bossi (a cui la Aderenti fa esplicitamente riferimento). Spiega la senatrice - che era anche segretaria della sezione di Bigarello - di aver sperato che dopo la querelle con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella su Paolo Savona, Salvini avrebbe deciso di tornare subito al voto per evitare «la nascita del Governacchio parente di primo grado del fu Spelacchio romano».

Così non è stato e secondo l’Aderenti - che interpreta peraltro un pensiero diffuso tra gli oppositori interni del segretario federale - «la Lega si è trasformata inesorabilmente nel suo partito personale nel quale a tutti si richiede l’appiattimento ad un unico pensiero e del quale lei stesso ama rappresentarsi sui social quale unico eroe-sceriffo-salvatore della patria». La senatrice spiega che non può condividere «l’appartenenza a un partito che si presenta con questa immagine».

Il segretario provinciale della Lega, Antonio Carra, ha appreso dal social network della decisione presa dalla Aderenti. L’ex parlamentare non è certo un'esponente di secondo piano del partito, visto che militava nella Lega da molto tempo («Sono orgogliosa di aver lavorato dal 2004 per la Lega Nord di Bossi e Maroni» scrive su Facebook) e che faceva parte di un organismo dirigente nazionale.

«Ho letto le sue motivazioni - dice Carra - se non condivide la linea di Salvini è libera di fare le scelte che ritiene più opportune. Rispetto le sue idee, ma noi andiamo avanti visto che tutti nel partito condividono la linea del segretario. Piuttosto che rimanere all’interno per lanciare polemiche ha fatto una scelta che rispetto. Forse la sua posizione ha iniziato a maturare in occasione della mancata candidatura alle elezioni del 4 marzo».

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