Il Risorgimento torna a vivere: mostre, serate e concerti sul ’48

La rievocazione della battaglia senza l’evento con i figuranti. Il sindaco: «Meglio spendere per fare riflettere i cittadini sulle nostre radici comuni»

RONCOFERRARO (Governolo).Torna a Governolo la rievocazione della storica battaglia risorgimentale. A 170 anni dal doppio scontro che vide sconfitte le truppe austriache sull’allora ponte levatoio, la memoria di quei giorni non è perduta. A ricordare quei giorni ci hanno pensato il Comune e la Pro Loco Paolino Fornara che hanno organizzato mostre, convegni, concerti. Tutto sotto il segno della indipendenza italiana e, come spiega la delibera di giunta che concede fondi e patrocinio all’iniziativa per perpetrare nei cittadini «i valori sempre attuali di umanità, rispetto dell’avversario, libertà e unità nazionale».

La rievocazione viene svolta ogni 10 anni ed una edizione straordinaria si è tenuta nel 2011, in concomitanza con il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Le celebrazioni saranno precedute da una presentazione sabato prossimo, 14 luglio, alle 10, alla sala Casoni per l’illustrazione delle iniziative. La cerimonia istituzionale si terrà mercoledì 18, alle 19.30 con la partecipazione della Filarmonica di Governolo.


Alle 20 taglio del nastro della mostra “Governolo 1848: fatti, protagonisti e luoghi” al museo del fiume. Venerdì 20 la proiezione a tema risorgimentale del film “Allonsanfan” dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani. Sabato 21, alla sera, si terrà un concerto risorgimentale in chiesa con il maestro Carlo Benatti, pianista ed organista. Domenica 22, alle 21.30, concerto bandistico con musiche risorgimentali a cura della banda Giuseppe Verdi di Moglia. Chiuderà il 5 agosto, alle 20 la cena risorgimentale a cura di “Governolo eventi”. La mostra chiuderà a fine agosto in concomitanza con la fiera di Governolo.

«Abbiamo voluto ricordare questo evento avvenuto nel nostro territorio - spiega il sindaco Federico Baruffaldi – perché da lì muovono le nostre radici storiche. Quello che siamo oggi lo dobbiamo anche a quelle battaglie per l’indipendenza italiana». La scelta di come gestire questo 170esimo anniversario è nato da una scelta consapevole e da una coincidenza fortuita.

«La scelta è stata quella di non proporre la rievocazione in costume come avvenne nel 2008 – prosegue il primo cittadino – sarebbe stata pesante per le casse del Comune. Preferiamo spendere i soldi dei cittadini in una proposta che si protrae nel tempo, oltre un mese, come una mostra, che in un evento che dura qualche ora. Nella considerazione che oggi, ancor più del passato, serve provare a riflettere sulle cose e non fermarsi a episodi, anche se piacevoli, come una rievocazione in costume». La coincidenza fortuita è stata il trasferimento di una ex dipendente alla Soprintendenza di Torino. «Siamo riusciti a portare nel Mantovano per la prima volta le riproduzioni di quanto ci riguarda nel più importante museo risorgimentale, quello di Torino. Perché si apra una riflessione sul nostro passato».

 

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