Treni con vista Palazzo Te: abbattuta la barriera verde

Intervento di Rete ferroviaria italiana: «Motivi di sicurezza, troppi rami pericolosi». Quattro mesi fa l’accordo per smantellare i binari della linea Mantova-Monselice 

MANTOVA. La cornice verde che correva lungo i binari alle spalle di Palazzo Te non c’è più. Di alberi e cespugli che proteggevano udito e sguardo non resta più nulla: al loro posto una lunga distesa di terreno brullo. Si tratta della ripa di pertinenza della Rete ferroviaria italiana che conferma di essere intervenuta per motivi di sicurezza: in sostanza gli arbusti, fanno sapere da Rfi, erano pericolosi in quanto minacciavano di danneggiare la linea di alimentazione elettrica dei treni in caso di caduta.

Di qui l’intervento contestato da alcuni cittadini che sui social si chiedono se non fosse «sufficiente togliere rami e piante che disturbavano i treni invece di abbattere completamente la barriera verde che correva da via Parma fino a Palazzo Te?».



Quella folta siepe di cespugli e alberature non solo fungeva da barriera anti-rumore ma aiutava anche ad attutire l’impatto visivo della linea Mantova-Monselice che costeggia la villa giuliesca arrivando nell’ultimo tratto ad affacciarsi letteralmente sul cortile delle Fruttiere.

Non più di quattro mesi fa è stato sottoscritto il piano per smantellare i binari ferroviari della tratta per Monselice, che formano una strozzatura all’ingresso principale a sud della città. Era il 15 marzo quando l’intesa venne firmata da Comune e Rete ferroviaria italiana del gruppo Fs con l’impegno di quest’ultima a realizzare entro sei mesi uno studio di fattibilità per la valutazione dei costi e dei tempi.


Il tutto in un’ottica viabilistica sì, ma anche ambientale: eliminare la cintura di binari che stringe la città, significa liberarsi dei convogli che da decenni rasentano Palazzo Te dirottando altrove la loro corsa verso la stazione di piazza don Leoni da un lato o verso Nogara dall’altro.

Nel frattempo qualche ramo lasciato, in sicurezza, avrebbe reso l’attesa almeno un po’ più verde. —

M.V.
 

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