Jamiroquai e quei fan in attesa dal mattino: «Non ci perdiamo una data»

Hanno tra i 16 e i 61 anni: da tutta Italia per ritrovarsi a ogni concerto. Dalla passione condivisa sui social alla nascita di amicizie vere e amori

MANTOVA. Seduti in terra lungo i muri di vicolo Bonacolsi in attesa che si aprano i cancelli per il parterre: sorrisi larghi nonostante l’afa, alle quattro del pomeriggio sono già una quarantina, ma lo zoccolo duro è qui dalle 9 del mattino. Vengono da Bari, L’Aquila, Rieti, Caltanisetta, Napoli, Forlì, hanno tra i 16 e i 61 anni , tra loro c’è persino una signora russa e si conoscono da anni: loro sono quelli che non si perdono un concerto dei Jamiroquai, che a Zurigo come a Londra piuttosto che a Milano «il posto davanti al palco è sempre nostro», quelli con il cellulare pieno di foto abbracciati a Jay Kay «che d’altronde ormai ci conosce e l’ultima volta ci ha persino invitati dopo il concerto nel suo hotel». Quelli della coda auto-organizzata: «Visto che siamo sempre i primi, man mano che la gente arriva gli scriviamo il numero sulla mano, così quando aprono i cancelli non c’è caos» spiegano mentre armati di pennarello accolgono gli ultimi arrivati.

Jamitaly: così si chiama la pagina Facebook dove la “comunità italiana dei fan dei Jamiroquai”, come si definiscono, condivide questa grande passione musicale, dove rimbalzano notizie sui concerti in programma, dove ci si dà appuntamento tour dopo tour.

«E ogni concerto è un’occasione per incontrarsi, conoscersi, fare amicizia, magari anche innamorarsi...» come è accaduto a Sabrina e Gianluca. «È stato l’anno scorso in occasione del concerto di Firenze - racconta lei - ci siamo innamorati: Jamiroquai d’altronde è amore. Con noi ci sono anche una mamma e una figlia e papà con figli: non è bellissimo?». Gianluca poi è a quota quarantacinque concerti: «Il primo? Nel 1993. Quest’anno siamo già al quarto».

Ognuno di loro indossa una maglietta fatta in casa e dedicata al gruppo, ad ogni data si portano dietro il loro striscione e per la data mantovana Carla ha anche preparato un lenzuolo con sopra scritto «Please sign my arm for a tatoo» che ci mostra emozionata e sorridente.

Insomma se non fosse per i chilometri, gli accenti e le età che li separano, sembrerebbe una di quelle compagnie di amici da una vita, magari cresciuti insieme. In mezzo a loro ci sono anche Alessio e Giovanni che arrivano da Perugia e Lutz che è partito dalla Germania domenica: non fanno parte del gruppo, ma chissà forse la prossima volta lo saranno. —
 

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