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Il sovrintendente frena sui grandi concerti: «Ridiscutere l’utilizzo di piazza Sordello»

Dopo le proteste dei residenti. Barucca: chiederò un incontro al sindaco. Palazzi: confronto utile, ma così la città vive

Nicola Corradini
2 minuti di lettura

MANTOVA.  Non è uno stop, ma quello che arriva dalla Sovrintendenza sui concerti in piazza Sordello, all’indomani delle proteste dei residenti della zona, è quanto meno un invito al Comune a dare un colpo di freno. «Chiederò un incontro con l’amministrazione comunale per rivedere assieme i criteri per il tipo di spettacoli da offrire nella piazza monumentale».

A parlare è il sovrintendente Gabriele Barucca, che ha tutti i titoli per esprimersi, visto che piazza Sordello ospita uno dei nostri monumenti più importanti, Palazzo Ducale. «Premetto che non voglio fare polemiche e certo non voglio chiudere la piazza a iniziative - dice - ma quando ho visto le dimensioni del palco mi è sembrato evidente che con il Comune dobbiamo confrontarci per rivedere i criteri per l’uso di piazza Sordello. In particolare per concerti di queste dimensioni. Credo si possa lavorare insieme per trovare soluzioni condivise per il prossimo anno». Barucca precisa che sono stati fatti dei controlli alle strutture e agli affreschi dopo il concerto dei Jamiroquai. «Nessun danno» riferisce. E aggiunge. «Questi criteri erano già stati adottati quando sono arrivato - aggiunge - e certo non voglio metterli in discussione ora. Lavoriamoci assieme per il futuro».

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«E noi siamo sempre a disposizione per un confronto con la sovrintendenza - commenta il sindaco, Mattia Palazzi - lo avevamo fatto per gli spettacoli dello scorso anno, quando c’era anche la tribuna. Che quest’anno abbiamo evitato. Ma francamente sono molto convinto delle scelte che abbiamo fatto».

Il sindaco risponde anche alle critiche arrivate da altri fronti per l’impiego di piazza Sordello per i concerti. «Sono tantissime le città dove i concerti estivi e di capodanno si fanno nelle piazze e in luoghi di valore storico dall’Arena al Teatro Romano di Verona a Piazza del Duomo di Milano, a piazza Maggiore a Bologna - argomenta - Questo per far vivere i centri storici e promuoverli, nel rispetto degli stessi, facendoli conoscere al grande pubblico».

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Tra entusiamo ed amarezza. I baristi del centro sono divisi]]

«La bellezza della nostra città è uno dei fattori di competitività positivo nel riuscire da tre anni a convincere i grandi della musica internazionale e suonare in una città medio piccola - continua - Nessuno dei concerti internazionali che abbiamo promosso sarebbero stati possibili allo stadio. Altri concerti, di dimensioni ancora maggiori, saranno possibili solo se riusciremo ad avere, anche temporaneamente dallo Stato, il Migliaretto».


«Capisco che per i residenti ci siamo dei disagi ed è per questo che quest’anno, si sono concentrati in una sola settimana tutti i concerti - aggiunge - O si vuole un centro vivo e attrattivo oppure no. Stiamo parlando di una settimana all’anno e la notte di capodanno. Il prossimo anno vorremmo anche riportare due concerti a Palazzo Te». —


 

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