Palazzo Podestà, in settembre finiti il tetto e le scale, poi sale e facciate

Ampliato il cantiere per la parte in comune con la Ragione. Martinelli: calendario rispettato, si chiude in febbraio 2020

MANTOVA. Undici mesi dopo il riavvio seguito a quattro anni di blocco, proseguono a spron battuto i lavori di restauro al Palazzo del Podestà, il monumento che troneggia tra piazza Erbe e piazza Broletto e che nell’idea del’archistar Rota (il progettista), una volta recuperato, sarà un tutt’uno con l’attiguo palazzo della Ragione. Il cantiere allestito tra le due piazze nei giorni scorsi si è ampliato sino a ricomprendere quasi l’intera piazza Broletto. Motivo, consentire lo stoccaggio delle strutture - trasportate fin lì dai Tir - che andranno a comporre la Pila 1, e cioè la connessione tra il Podestà e la Ragione, l’involucro che conterrà le scale, l’ascensore e altri servizi comuni ad entrambi i palazzi.

SOTTOPORTICO

Il “collegamento” verrà realizzato nel sottoportico, in quel “buco” lasciato aperto dopo i lavori di restauro negli anni 40 del Novecento. Dall’esterno, assicurano i tecnici, si vedrà poco. «I lavori per la Pila 1 - spiega l’assessore ai lavori pubblici Nicola Martinelli - proseguiranno sino a metà settembre. Martedì 24 luglio  arriverà l’ultimo grosso camion in piazza Broletto con le strutture più ingombranti, poi toccherà a quelli più piccoli. Si faranno le scale per i due palazzi e si predisporrà lo spazio che ospiterà, successivamente, l’ascensore per disabili. Nello spazio comune verranno poi ricavati i servizi igienici che serviranno anche per il pubblico che frequenterà la Ragione». Quanto alla scelta di piazza Broletto come magazzino a cielo aperto, «essa -spiega Martinelli - è dettato dal fatto che lì c’è la mega gru che servirà per trasportare il materiale dall’altra parte, in piazza Erbe, per essere poi utilizzato per il palazzo. L’allargamento dell’area di cantiere è stato concordato con i commercianti - dice per prevenire polemiche sempre in agguato -. Attualmente - aggiunge - si sta anche lavorando al tetto del palazzo per rifarlo completamente e migliorarlo dal punto di vista sismico. Inoltre, si sta anche intervenendo su alcune sale interne».

RESTAURO INTERNO

Terminati la Pila 1 e la nuova copertura, comincerà il rush finale per concludere il primo lotto dei lavori da 22 milioni 925mila euro: il restauro delle facciate e di una decina di sale interne affrescate (la parte più antica dell’edificio). La deadline è il febbraio 2020, 30 mesi dopo la ripresa dei lavori, lo scorso 23 agosto, grazie ai 9 milioni concessi dal Governo Renzi e dopo i quattro anni di blocco appena finiti gli interventi antisismici in seguito alle paurose scosse del maggio 2012. «Finora- assicura Martinelli - i tempi sono stati rispettati e stiamo facendo il possibile per accelerare e finire prima, con l’obiettivo strategico di togliere le impalcature appena terminato l’intervento sulle facciate».

FUTURO UTILIZZO

Resta aperto ancora il problema della futura destinazione del palazzo del Podestà: «È una discussione che dovremo fare più avanti - dice l’assessore - Oggi il tema è il consolidamento dell’edificio e i lavori vanno avanti secondo cronoprogramma, e con soddisfazione». Così come non è ancora stato affrontato l’argomento del finanziamento del secondo lotto (10 milioni di euro nelle stime iniziali, destinati, però, a lievitare), ancora tutto da trovare, per completare il recupero dell’intero monumento.



LE IMPRESE

A vincere l’appalto per i lavori è stata l’Ati formata da Consorzio cooperative costruzioni di Bologna e Piacenti di Prato. Ccc si è trasformata in Consorzio cooperative Integra che poi ha affidato i lavori al Consorzio Cmsa di Pistoia, in associazione con la Piacenti.
 

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