L’ex sindaco di Mantova Sodano condannato. Un anno in Appello per corruzione in atti d'ufficio

La nomina di Laratta come revisore dei conti della Fum. Rovesciata la sentenza di assoluzione di primo grado 

MANTOVA. Corruzione: Nicola Sodano condannato a un anno. Poco più di nove mesi dopo la sentenza di assoluzione pronunciata dal Gup Gilberto Casari, il verdetto della corte d’Appello di Brescia dà un duro colpo all’ex sindaco di Mantova per la vicenda della nomina del commercialista Domenico Laratta a revisore dei conti della Fondazione Università di Mantova, in cambio di prestazioni professionali gratuite per lo studio di architettura di Sodano. La prima decisione del giudice mantovano era stata proprio su Laratta, a cui era stata concessa la messa in prova, con l’obbligo di prestare cinquanta giorni di servizio su un totale di 14 mesi in una comunità per la cura delle tossicodipendenze.

Un giudizio che pareva poco conciliabile con l’assoluzione di Sodano, contro la quale il Pm Alberto Sergi, che aveva invece chiesto un anno e 4 mesi, aveva fatto ricorso in Appello. L’accusa era stata privata della sua arma più importante: le intercettazioni telefoniche che per ragioni tecniche non erano state ritenute utilizzabili. In una di queste, secondo la Procura, ci sarebbero i ringraziamenti di Laratta per la nomina alla Fum. Una conversazione al telefono - datata 26 aprile 2012 - di Laratta con Luigi Andreani, collaboratore di Sodano nello studio professionale Antichità e restauri Rendenti Antonio e c. (società poi cancellata), intercettata dai carabinieri, sarebbe la conferma degli stretti rapporti tra il sindaco e il commercialista suo conterraneo.


«Io glielo avevo detto a Sodano che se .... mi, mi, mi dava un po' degli incarichi poi lo ... studio non...non.. non pagava, no?» . Sodano, secondo l’accusa, avrebbe approfittato del suo ruolo in Comune: la Fum infatti è un ente pubblico di cui il Comune di Mantova è socio fondatore con la Provincia, la Camera di Commercio e Confindustria: quindi tocca al sindaco indicare i nomi per il collegio sulla base delle competenze.

Tutt’altro criterio avrebbe usato Sodano: quello di un tornaconto personale.

La vicenda della corruzione in atti d’ufficio per la Fum era il terzo capitolo delle attenzioni dell’inchiesta Pesci della Dda di Brescia nei confronti di Sodano. Per l’ex sindaco resta ancora aperto il faldone della corruzione e corruzione in atti giudiziari per la lottizzazione Lagocastello, con l’aggravante di aver agevolato la cosca di Nicolino Grande Aracri, in cui è a processo a Roma al fianco di Antonio Muto, con l’affarista veronese Attilio Fanini, l’ex presidente del Consiglio di Stato Pasquale De Lise, i due ex senatori di Forza Italia Luigi Grillo e Franco Bonferroni e l’ex consigliere comunale di Reggio Emilia Tarcisio Costante Zobbi e il peculato per iun viaggio a Roma a spese del Comune per sostenere la causa di Muto.

Sconcertato Sergio Genovesi, suo codifensore con Luca Deantoni: «Una sentenza orrenda, mi si passi il termine, contro cui, una volta lette le motivazioni, faremo di certo ricorso». —


 

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