Tassa di soggiorno, un affare: 158mila euro in sei mesi

I primi dati confermano le previsioni della vigilia basate su un incasso di 300mila. Sino al 20 giugno i pernottamenti sono stati 85.876, di cui 56.346 nei 13 hotel

MANTOVA. Il primo anno di applicazione della tassa di soggiorno si sta rivelando un affare per il Comune di Mantova. «Al 20 giugno scorso abbiamo incassato 158mila euro - aveva detto il vicesindaco Giovanni Buvoli in consiglio comunale l’altra sera, rispondendo alle critiche dell’opposizione di centrodestra - La previsione era di 300mila euro per tutto l’anno, per cui siamo perfettamente in linea». E c’è ancora tutto il Festivaletteratura...

Ieri Buvoli ha aggiunto qualche dato in più sulla tassa che ogni turista che pernotta in una struttura ricettiva di Mantova paga per i primi cinque giorni di soggiorno (sono esclusi i minori fino a 14 anni, i disabili e altre categorie). «Nei primi sei mesi dell’anno - dice Buvoli - i pernottamenti soggetti a tassa di soggiorno sono stati 85.876. A questi ne vanno aggiunti altri 1.105 che sono risultati esenti». Il gettito proviene per la maggior parte, esattamente 122.150 euro, dai 13 hotel presenti nel territorio comunale di Mantova, così come i pernottamenti, risultati 56.346 (più 652 esenti). Il resto del gettito, circa 36mila, è stato pagato da chi ha frequentato B&B, case vacanze, agriturismi, camere in affitto e residence.


Gli albergatori riscuotono la tassa di soggiorno per conto del Comune e poi la versano con cadenza trimestrale. Il tempo inclemente dei primi tre mesi dell’anno ha fatto si che le presenze turistiche in città si concentrassero nel secondo che ha portato ad un incasso di 96mila euro. «I soldi della tassa - dice il vicesindaco nonchè assessore al bilancio - verranno utilizzati per la promozione turistica. Essendo stata introdotta solo da quest’anno, per ragioni di prudenza attendiamo l’incasso complessivo prima di dire come utilizzeremo i proventi della tassa».

In aula, l’altra sera, le opposizioni hanno chiesto conto all’amministrazione del ritardo con cui viene avanti il Consorzio turistico pubblico-privato che avrebbe dovuto occuparsi della promozione turistica della città. Buvoli aveva risposto che a bloccare tutto è l’incerto destino della Camera di Commercio, socio fondatore con il Comune, ancora alle prese con la contestata fusione con Cremona e Pavia. L’impressione è che si vada per le lunghe e che, quindi, il Consorzio slitti ancora.


 

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