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Mantova, l’attesa non gli piace. Con urla e parolacce blocca i servizi sociali

Interrompe per mezz’ora l’attività di due uffici: denunciato. E lui per protesta si sdraia in strada: scatta il Daspo urbano

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MANTOVA. Che, come utente dei servizi sociali, fosse un piantagrane si sapeva da anni. Quello che non si poteva prevedere è che le sue pretese, e soprattutto la fretta nel vederle soddisfatte, si trasformasse in una sceneggiata negli uffici comunali di via Conciliazione, dove si raccolgono sia i Servizi sociali che il settore Politiche educative. Urla, imprecazioni e insulti che per mezz’ora hanno disturbato, e di fatto, bloccato l’attività dei due uffici, nonché creato disturbo nell’asilo nido che si trova accanto. L’arrivo di una guardia giurata non è bastato, hanno dovuto intervenire anche gli agenti di polizia locale che sono riusciti ad allontanare l’uomo, C.M., 68 anni, alle spalle una vita da disoccupato assistito dai servizi comunali e più di una grana con la giustizia. Prima di andarsene ha anche finto di sentirsi male, cosa che ha richiesto l’intervento del 118. La vicenda si è conclusa con una denuncia nei suoi confronti per interruzione di pubblico servizio.

In realtà la vicenda non è finita lì perché l’uomo – convinto che tutto gli sia dovuto in quanto sedicente nullatenente – ha inscenato un po’ di tempo dopo un’altra protesta, sempre sull’ìonda delc suo stile: s’è sdraiato in mezzo alla strada, a due passi dalla sede del Comune. Di qui un Daspo urbano nei suoi confronti. Il provvedimento varato lo scorso anno con il decreto Minniti gli ha vietato per 48 ore l’accesso alle aree vicine al municipio.

La baraonda che ha creato negli uffici di via Conciliazione è avvenuta alle dieci e mezza del mattino. Era fine giugno. Lui chiede di parlare con la coordinatrice che però non c’è. «Deve aspettare» gli dicono. Lui, dopo essersi mostrato impaziente, comincia ad alzare la voce e, gridando le sue richieste, disturba il personale di due uffici. Vuole anche entrare ma una guardia giurata riesce a impedirglielo.

Infine, chicca della sceneggiata, simula un malore e costringe a intervenire, assieme al personale della polizia locale, che ha preso in carico la vicenda, anche un’ambulanza. 

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