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Addio a Gustavo Giagnoni, leader del Piccolo Brasile

Sardo di Olbia, 86 anni, si è spento a Folgaria mentre era in vacanza con la moglie. Il cordoglio del mondo del calcio

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MANTOVA. Il calcio mantovano piange Gustavo Giagnoni. Il leader del Piccolo Brasile, l’allenatore del ritorno in A, il dirigente della rinascita dalla C2, nonché opinionista prestigioso della Gazzetta, si è spento a Folgaria all'età di 86 anni. Era in Trentino per un periodo di vacanza con la moglie. Classe 1932, proprio lo scorso 23 marzo era stato festeggiato dai tanti tifosi e dai mantovani che lo ritenevano uno dei simboli per eccellenza del calcio locale e non solo.  

L’annuncio della sua morte arriva anche, via Twitter, dal Calcio Cagliari: "Il Calcio Cagliari piange la scomparsa di Gustavo Giagnoni, grande uomo di calcio, e si stringe con affetto ai suoi familiari. Ciao mister».

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 L’allenatore col colbacco, come veniva chiamato, era nato a Olbia il 23 marzo 1933, da calciatore aveva giocato con le maglie di Olbia, Reggiana e Mantova. E'  stato capitano biancorosso dal 1957 al 1968, segnando 32 gol e vivendo la scalata dalla D alla A. Fu l’ultimo a portare il Mantova in A. Partito sempre dal Mantova, passò al Torino nel 1971 e alla prima stagione conquistò subito un terzo posto in campionato. Tre anni dopo fu chiamato sulla panchina del Milan dove rimase fino all’ottobre del 1975, per poi allenare Bologna, Roma, Pescara, Udinese, Perugia, Cagliari, Palermo, Cremonese.

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Nel 1986-1987 il più bel risultato nella sua carriera da allenatore, quando con il Cagliari eliminò la Juventus di Michel Platini in Coppa Italia con un 2-2 al Comunale di Torino che gli valse la qualificazione in semifinale dopo l’1-1 della gara d’andata.

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Nel 1990 allenò la Cremonese che portò in serie A, due anni dopo con i grigiorossi retrocessi in serie B tornò come direttore tecnico al Mantova che portò in C2 e poi in C1 chiudendo così la sua lunga carriera nel mondo del calcio.

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