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Morto al parco, sette avvisi di garanzia. I genitori: abbattete la seconda panchina

Tra gli indagati due donne e cinque uomini tra cui sindaco, progettista, costruttore e collaudatore

Giancarlo Oliani
2 minuti di lettura

CASTEL D'ARIO.  Partiti i primi avvisi di garanzia, sette, per i presunti responsabili della tragica morte di Matteo Pedrazzoli, il quattordicenne travolto e ucciso da una panchina girevole nel parco comunale di Castel d’Ario. La Procura di Mantova non ha perso tempo. A distanza di pochi giorni dalla tragedia il pubblico ministero Silvia Bertuzzi ha già il quadro completo della situazione. Ha acquisito tutta la documentazione presente nell’ufficio tecnico del Comune e, nelle prossime ore, affiderà ad un ingegnere una consulenza che possa stabilire cos’ha causato il cedimento e dove sta l’errore: nel progetto, nel collaudo o nella mancata manutenzione.

La struttura era destinata ad un uso pubblico e avrebbe dovuto prevedere standard di sicurezza adeguati. Uno dei quesiti è proprio questo. Se la panchina girevole aveva dei limiti di portata, dovevano essere indicata da appositi cartelli. Che non c’erano. Le persone che di fatto sono finite nel mirino della Procura devono rispondere di omicidio colposo. Sarebbero in sette, a rispondere in concorso, del reato citato: due donne, sindaco e progettista e cinque uomini, tra cui i responsabili della costruzione, del collaudo e della manutenzione.

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Nel frattempo la famiglia di Matteo si è affidata all’avvocato Maria Grazia Galeotti affinché curi tutti gli aspetti legali della vicenda. All’avvocato i genitori di Matteo hanno già espresso una richiesta: l’abbattimento della seconda panchina, affinché non si verifichino più disgrazie di quel tipo. Il progetto è stato commissionato e pagato dal Comune di Castel d’Ario e rientra in un progetto molto più ampio, coordinato dall’associazione Ecomuseo.

Ha avuto il contributo regionale nel 2017 ma la parte finanziaria più consistente è quella sborsata dal Comune. Al momento si può solo immaginare chi possano essere gli indagati. Ma entro oggi lo si dovrebbe sapere. Per questa mattina, inoltre è prevista l’autopsia sul corpo di Matteo.

Un parco giochi contestato fin dalla sua inaugurazione. Sabato pomeriggio qualcuno ha affisso un cartello sulla recinzione messa a protezione del luogo della tragedia. A stampatello su un foglio di carta c’era scritto: «I cittadini sono tutti incazzati contro i responsabili di questa tragedia. Era evidente».

A stabilirlo sarà l’indagine della magistratura che ha già acquisito, in Comune, tutta la documentazione relativa al progetto, al collaudo e alla manutenzione. L’ipotesi di reato è di omicidio colposo e potrebbe coinvolgere il progettista, chi ha effettuato il collaudo, l’ufficio tecnico e tutto il personale che ha avuto un ruolo nella vicenda. Due le contestazioni che vengono mosse dalla gente del paese ma anche da parte di preparati professionisti. Com’è possibile che nessuno si sia accorto dell’uso scorretto di quella panchina trasformatasi, da subito, in giostra? E se quell’uso pericoloso e scorretto è stato evidenziato perché non sono state messe limitazioni scritte all’utilizzo del manufatto? Il cedimento della panchina girevole ha sorpreso molti addetti ai lavori. Da diverse zone della provincia sono accorsi per constatare di persona l’accaduto. Ebbene, il giudizio di tutti è che il perno che sosteneva la struttura fosse assolutamente inadeguato. —


 

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