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Meno auto a Porta Cerese. Con il piano mobilità si può

Previsti divieto di svolta da via Visi, sottopasso ciclabile e corsia per via Brennero. Murari: «La versione definitiva del Pums sarà pronta per la fine di settembre»

Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. «Il piano urbano per la mobilità sostenibile sarà pronto per la fine di settembre» annuncia l’assessore all’ambiente Andrea Murari nel tentativo di chiudere, una volta per tutte, le polemiche sui ritardi con cui viene avanti quel documento strategico. E a chi dai banchi dell’opposizione gli rimprovera di portare avanti un piano pre-confezionato e vuoto visto che molte delle azioni sono già state realizzate, risponde a muso duro: «Non sanno di che cosa parlano. Le azioni di breve termine sono solo una parte del piano, mentre ci sono numerosi elementi che è necessario pensare oggi ma che troveranno compimento solo nel medio o nel lungo periodo».

Tra queste c’è l’alleggerimento del nodo di Porta Cerese, oggi punto nero del traffico cittadino. Il piano conterrà interventi che potranno essere realizzati subito perché a costo zero, altri che, invece, avranno uno sviluppo temporale più lungo perché più complessi e legati all’intesa che il Comune ha sottoscritto con le Ferrovie. «Per Porta Cerese - spiega l’assessore alla Polizia locale Iacopo Rebecchi - abbiamo previsto tre step. Il primo è il divieto di svolta a sinistra, verso Porta Cerese, per chi arriva da via Visi. Il secondo è una corsia dedicata allo svolta in via Brennero per chi proviene da via Parma, intervento che presuppone l’allargamento dell’attraversamento dei binari; il terzo è il sottopasso ciclopedonale tra Te Brunetti e il Bosco Virgiliano. Il risultato sarà quello di rendere più scorrevole il traffico lungo la direttrice di via Parma; già con il divieto di svolta a sinistra da via Visi recupereremmo 30 secondi di verde al semaforo».

Per vedere tutto ciò serviranno almeno 8-10 anni, la durata del piano per la mobilità sostenibile, la cui versione definitiva, come detto, vedrà la luce entro settembre, «dopo che saranno recepite tutte le nuove azioni concordate con le Ferrovie» precisa, dal canto suo, Murari. Le elenca: sottopasso ciclopedonale alla stazione di piazza don Leoni, allargamento del sottopasso di viale Montello con relativa ciclabile, allargamento dell’attraversamento dei binari a Porta Cerese e «il sogno di rimuovere i binari della Mantova-Monselice dalla stazione di Mantova a quella di Frassino».

Un volta pronto, il Pums sarà a disposizione del pubblico per due mesi per la valutazione ambientale strategica. Dopodichè approderà in giunta per «essere approvato entro la fine dell’anno. Serviranno poi altri 30 giorni per le osservazioni, dopodichè il documento potrà arrivare in consiglio comunale per l’ok definitivo», a questo punto in gennaio.

Murari insiste sul respiro strategico del piano, «dove c’è una programmazione che eviterà di tenere bloccata la città come è successo per anni».

Cita l’importanza della chiusura della tangenziale a sud fino alla A22; la gara per il trasporto pubblico urbano prevista nel 2021; il nuovo parcheggio in struttura da 200 posti sul lungolago Gonzaga, l’allargamento di quello del Campo canoa, il parcheggio per residenti in vicolo Stretto, un parcheggio scambiatore sul Te al posto del vecchio palasport, la proprietà del Mondadori con l’arrivo di Esselunga e le nuove ciclabili,«da fare anche senza il piano approvato come quelle sul cavalcavia, in viale Pompilio, in Pradella e in strada Madonnina». —

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