Artigianato, allarme della Cgil: «Altre decine di posti a rischio»

Commesse in calo per l’autunno ed esaurimento degli ammortizzatori sociali. Dopo il settore della calza, via Altobelli teme per tessile, abbigliamento e pelli 

MANTOVA. Nuovi posti di lavoro a rischio nelle aziende artigiane del settore pelli, abbigliamento e tessile-casa: a lanciare l’allarme alla ripresa delle attività produttive è la Cgil di Mantova. Calo di commesse ed esaurimento degli ammortizzatori previsti dal Fondo di solidarietà bilaterale artigiana (Fsba): questi i segnali che vedono il sindacato di via Altobelli preoccupato per il prolungarsi di alcune crisi lavorative del comparto artigianale mantovano.

«Siamo preoccupati - conferma Ivan Papazzoni del dipartimento artigianato della Cgil - perché alla ripresa delle attività lavorative dopo il periodo di ferie abbiamo già ricevuto numerose segnalazioni del protrarsi di crisi in aziende mantovane del comparto artigiano, in particolare del settore pelli, abbigliamento e tessile-casa».


Un ampliarsi della crisi che segue quanto già accaduto nei mesi scorsi nel distretto della calza. «La preoccupazione aumenta - spiega Papazzoni - perché, purtroppo, l'unico ammortizzatore sociale a disposizione per questi comparti è in esaurimento. Sto parlando del fondo Fsba fortemente voluto dai sindacati e alimentato da un versamento delle aziende dello 0,45% e da una trattenuta in busta paga dei lavoratori pari allo 0,15%». All'orizzonte, è il timore, ulteriori perdite di posti di lavoro. «Dai dati in nostro possesso - prosegue Papazzoni - l'esaurimento di questo ammortizzatore sociale potrebbe portare a un taglio importante di posti di lavoro ».

Contro il taglio degli ammortizzatori sociali interviene il segretario generale della Cgil Soffiati: «Negli anni scorsi - spiega - sono stati tagliati miliardi di euro di ammortizzatori sociali, che per noi devono venire prima di altre forme di sostegno al reddito. Il decreto-dignità non ha introdotto nessun cambiamento in tal senso. Abbiamo settori in cui la crisi non è finita. I licenziamenti e le riduzioni d'orario nell'artigianato nella maggior parte dei casi non “fanno rumore”, però il dato di fatto è che negli ultimi dieci anni il nostro tessuto artigianale si è fortemente ridimensionato. E per chi perde il posto di lavoro diventa sempre più difficile riconvertirsi e rioccuparsi».

A conferma di una generale sofferenza del comparto che nel mantovano rappresenta un terzo del totale delle imprese iscritte alla Camera di Commercio, da via Altobelli citano gli ultimi report del rapporto sulla dinamica delle imprese mantovane elaborato dalla Camera di Commercio di Mantova. In particolare nel primo trimestre del 2018, il saldo tra aperture e chiusure di aziende artigiane è stato negativo (-102) e ciò ha determinato una contrazione dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso; un dato superiore a quello regionale (-0,7%) e a quello nazionale (-0,8%). Leggermente meglio i dati sulla nati-mortalità delle imprese nel secondo trimestre del 2018: il comparto artigianale tra aprile e giugno ha mostrato infatti un saldo positivo tra aperture e chiusure di 4 unità rispetto allo stesso periodo del 2017, determinando una situazione di sostanziale stabilità; a livello regionale si registra un +0,3% e a livello nazionale un +0,2%.

L’analisi delle attività economiche evidenzia comunque negli ultimi mesi una contrazione per quasi tutti i comparti: agricoltura (-0,2%), manifatturiero (-0,4%), costruzioni (-0,6%), commercio (-0,4%), alloggio e ristorazione (-2%), attività finanziarie e assicurative (-0,2%) e quelle professionali, scientifiche e tecniche (-0,5%). —

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