Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Severgnini e le anticipazioni del nuovo “Italiani si rimane”

Il sedicesimo libro del giornalista e scrittore cremasco verrà pubblicato il prossimo 31 ottobre per l’editore Solferino

MANTOVA. Severgnini a tutto gas ieri mattina, 8 settembre, in piazza Castello. Una sarabanda di succulenti aneddoti tra concorsi di bellezza, contorsioniste ucraine con pitoni naviganti da Palermo a Genova (con Beppe sulla nave per presentare un libro), incensurati merli parlanti, nevicate padane, avventure londinesi – «Brexit è una decisione emotiva, noi italiani siamo molto più cool» (pronuncia “cul”, freddi) –, newyorchesi e cremasche – «Crema, la mia città, offre imbattibili tortelli», e ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

MANTOVA. Severgnini a tutto gas ieri mattina, 8 settembre, in piazza Castello. Una sarabanda di succulenti aneddoti tra concorsi di bellezza, contorsioniste ucraine con pitoni naviganti da Palermo a Genova (con Beppe sulla nave per presentare un libro), incensurati merli parlanti, nevicate padane, avventure londinesi – «Brexit è una decisione emotiva, noi italiani siamo molto più cool» (pronuncia “cul”, freddi) –, newyorchesi e cremasche – «Crema, la mia città, offre imbattibili tortelli», e qui potrebbe scatenarsi una guerra con quelli mantovani di zucca – con incursioni nella lingua vagamente mantuan-british di Pegognaga.

Pegognaga è un topos ricorrente, tanto che la Pro loco ha eletto Severgnini – non sappiamo se a parole o in forma scritta e giuridicamente valida – testimone del paese. Il libro Italiani si rimane è sotto i torchi e uscirà il 31 ottobre per l’editore Solferino. L’autore lo ha definito «un viaggio ironico e sentimentale nel cambiamento personale, professionale, sociale e nazionale» e anche «un’autobiografia didattica spero divertente e anche utile» che conta – non dubitiamo accadrà – di trovare consenso nei lettori.

A quelli mantovani ne ha proposto in anteprima alcuni passi. Gustosissimi. Per esempio: nel 1983 l’editore Angelo Rizzoli, detto Angelone, fu arrestato per bancarotta. Aveva un merlo parlante, Montanelli si offrì di tenerglielo mentre Angelo stava tra le sbarre. La gabbia, del merlo, venne portata nella redazione del quotidiano diretto da Indro, Il Giornale. Senonché il merlo era volgarissimo. La frase più gentile era “va a cagaaare”, con la erre arrotata a dovere. E quando Spadolini entrava per andare a trovare Montanelli, il merlo gliela sparava addosso, bersaglio facile data la mole del senatore Giovanni.

Tra tortelli, merli e pitoni si sono insinuati il New York Times e The Economist, così quasi per caso, come comprimari dell’avventura.

Italiani di rimane è il sedicesimo libro di Severgnini. Ed è la sedicesima volta – su ventidue – che Beppe viene al Festivaletteratura. La prima fu alla Cavallerizza nel 1998 con Paolo Mieli. C’era un gran caldo e Mieli si tolse la cravatta. E da allora, pare, non l’ha più rimessa.