Caso polmoniti, la Regione Lombardia: "La legionella nelle industrie e nel Chiese"

Torri di raffreddamento sott’accusa Gallera: «È lì il cuore dell’epidemia». Positivi nove prelievi su 14 nel Bresciano. Legionella anche nel Chiese nel Mantovano: «Ma il fiume non è responsabile»

MANTOVA. Torri di raffreddamento degli impianti industriali sott’accusa per avere diffuso il batterio della legionella in una vasta area fra Bresciano e Mantovano, provocando almeno 400 malati di polmonite dei quali ancora 200 circa sono ricoverati negli ospedali della regione. A questa conclusione è giunta la task force costituita dalle Ats di Brescia e Mantova con l’ausilio del ministero della Salute, le cui conclusioni sono state rese note ieri pomeriggio, 17 settembre, in una conferenza stampa dall’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera.

Gallera ha detto che l’unico modello che poteva spiegare questo alto numero di malati doveva prevedere una fase di diffusione aerea ad ampio raggio, che solo impianti di evaporazione di tipo industriale possono provocare. La legionella è infatti un batterio che provoca la polmonite. Si crea nell’acqua e da essa viene trasportata. Ma essendo un batterio che colpisce l’apparato respiratorio entra nel corpo umano attraverso l’aria. È necessario, insomma, un passaggio dell’acqua dallo stato liquido a quello nebulizzato. E questo si ottiene negli “aerosol” che si creano, ad esempio, nelle docce domestiche, negli impianti di irrigazione, negli evaporatori domestici o industriali.


Proprio su questi impianti industriali si è accentrata l’attenzione della task force, poiché questo meccanismo di diffusione ha precedenti con epidemie di polmonite registrate in passato a Parma, in Francia, a Lisbona, in Finlandia. «Su 14 torri di raffreddamento di tre aziende nei comuni di Montichiari, Carpenedolo e Calvisano - ha spiegato l’assessore - nove sono risultati positivi alla legionella». È questo, in sostanza, il cuore da dove si è diffusa l’infezione batterica della legionella.

Gallera ha spiegato che «anche nel fiume Chiese sono state riscontrate delle positività, ma il numero ridotto ci fa ritenere che non sia l’acqua del fiume la causa dei casi di polmonite riscontrate nelle ultime due settimane. Si ipotizza che la legionella fosse presente in pozze stagnati, ma riteniamo che non ci siano le condizioni perché da lì si sia diffusa nell’ambiente. Ricordiamo che la legionella si diffonde solo attraverso acqua nebulizzata». In particolare, su 12 campionamenti dal fiume, 6 sono stati trovati positivi alla legionella. Nel Mantovano i campionamenti sono stati eseguiti in particolare ad Asola e Canneto sull’Oglio. Riscontri ulteriori potranno emergere dai campionamenti successivi che Ats Mantova ha disposto nella nostra provincia e che saranno pronti a giorni. Completamente scagionati, infine, acquedotti e impianti di distribuzione idrica poiché pescano in falde profonde.

Le rendicontazioni quotidiane fornite dalle strutture ospedaliere pubbliche e private dei due territori interessati mostrano a ieri 405 pazienti con diagnosi accertata di polmonite. Di questi 269 sono maschi, pari al 66,4% del totale, (ma la legionella colpisce di più statisticamente il sesso maschile). L’età media è di 64,6 anni (68,9 per le donne e 62,4 per i maschi). Infine 42 sono le persone con positività accertata alla legionella, di cui 31 maschi. L’età media delle persone è di 61,3 anni (67,4 le donne e 59,1 gli uomini). I ricoverati sono circa 200.

A seguito dei primi risultati l’Ats Brescia ha convocato i sindaci dei tre Comuni per fornire le prime opportune informazioni. Poi è stata loro trasmessa una nota formale con richiesta di emissione di ordinanza urgente perché dispongano la sanificazione di alcune aziende del loro territorio. Verrà, inoltre, valutato se le stesse abbiano effettuato valutazioni di rischio biologico e autocontrolli.

«Estenderemo il lavoro di campionamento - ha sottolineato l’assessore - ad un’area più ampia e coinvolgeremo i sindaci del territorio interessato affinché tutte le aziende provvedano a sanificare le proprie torri di raffreddamento. Entro fine anno approveremmo in giunta un provvedimento per censire tutte le torri di raffreddamento in Lombardia, norme puntuali per la loro periodica sanificazione e sanzioni».


 

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