La metà dei mantovani si rivolge a dottor Web

L'indagine. il dato che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare1, che ha effettuato un’indagine sulla propensione all’utilizzo della rete e della tecnologia in campo sanitario e nella gestione del benessere psicofisico

MANTOVA. Negli ultimi 12 mesi, più di un mantovano su due (58%) ha cercato sul web informazioni sulla propria salute o quella di un familiare. È il dato che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare1, che ha effettuato un’indagine sulla propensione all’utilizzo della rete e della tecnologia in campo sanitario e nella gestione del benessere psicofisico.

Secondo il report, gli abitanti di Mantova si rivolgono al web in primo luogo per cercare informazioni e consigli di autodiagnosi e per capire come affrontare una determinata patologia (74%), ma anche per ottenere indicazioni sull’utilizzo di farmaci (42%), sulle misure da adottare per prevenire l’insorgere di determinate problematiche (39%) e per informarsi sull’impiego di integratori alimentari nella propria dieta (23%).

Non solo: 1 mantovano su 5 (17%) pensa addirittura che, in futuro, blog, forum e siti Internet, spesso a cura di professionisti, potranno arrivare a sostituire in buona parte la figura del medico più tradizionale. Ma, naturalmente, il discorso non si limita all’utilizzo dei motori di ricerca. Gli abitanti di Mantova vedono infatti di buon occhio la sanità digitale e i vantaggi che può apportare.

Tra i servizi ritenuti più utili, la possibilità di prenotare esami e visite specialistiche online (57%). Seguono la possibilità di consultare referti medici e altri documenti clinici direttamente dal proprio pc o smartphone (55%) e quella di comunicare con i medici (42%). Un’attenzione particolare viene riposta anche sulla telemedicina (45%), considerata un valido supporto soprattutto in caso di familiari non autosufficienti.

Il vantaggio maggiore? Per il 49% la comodità, intesa soprattutto come risparmio di tempo che risulta dal non dover fare code o doversi recare nella sede. A fronte di questo, tuttavia, i mantovani hanno individuato anche possibili svantaggi: il limite principale è l’esclusione degli utenti che non padroneggiano il digitale (40%), mentre il 13% lamenta l’assenza del contatto personale con professionisti e addetti in grado di dare istruzioni o risolvere problemi specifici.

Capitolo app e wearable. Ovvero: dispositivi indossabili, come bracciali o orologi, che permettono di monitorare il proprio stato di salute. A riguardo, gli abitanti di Mantova si dimostrano ancora una volta aperti all’innovazione: più di uno su due (55%), infatti, li considera un valido alleato del proprio benessere e si dice propenso ad utilizzarli. Di questi, il 47% li utilizzerebbe per monitorare i parametri vitali e fisici (come ad esempio, pressione, frequenza cardiaca), anche a scopo preventivo. Per il 42%, invece, la loro utilità risiede nel supportare lo svolgimento di un’attività fisica corretta, contrastando anche la sedentarietà, mentre il 28% li userebbe come promemoria per l’assunzione di farmaci.

Non tutti però sono d’accordo, tanto che permane un 45% piuttosto diffidente a riguardo. Le ragioni? Il 42% non li ritiene affidabili, preferendo rivolgersi direttamente a un medico, il 33% dichiara di non avere la costanza necessaria per utilizzarli in modo corretto, mentre il 21% li considera una spesa non necessaria.

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