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Applausi e musica: in 400 per l’addio al primario Vianello

Il parroco: «Lui conosceva la bellezza del dono della vita», tanti amici e colleghi per il ginecologo morto in scooter

Barbara Rodella
1 minuto di lettura

MANTOVA. Gremita la chiesa di San Silvestro ieri pomeriggio per l’ultimo saluto a Federico Vianello. Tanti, più di 400, gli amici e i colleghi, tra cui anche il direttore generale Asst, Luca Stucchi, che si sono stretti intorno alla famiglia durante la cerimonia officiata dal parroco di San Silvestro don Cristian Grandelli.

Vianello, medico, primario di ginecologia all’ospedale di Pieve di Coriano, ha perso la vita all’età di 48 anni martedì scorso in sella al suo scooter che si è scontrato con un furgone in strada Spolverina.

Sulla bara di legno color miele, prima dell’omelia, sono stati appoggiati dalla compagna due piccoli oggetti: un mazzolino di fiori e una macchinina colorata. «Anche noi, insieme alla famiglia di Federico, siamo nella notte – dice don Cristian – da martedì c’è un buio fitto che non ci permette di vedere al di là del nostro naso. E il buio porta ad avere paura. L’esperienza della morte ci trova tutti impreparati e ora cerchiamo qualcuno che mostri un po’ di luce. La notte è fatta di immediati ricordi, di domande che non trovano risposte. Ma voi dovete portare nel cuore l’amore che Federico aveva per il suo lavoro, i suoi progetti, i vostri legami di amicizia. Nel Vangelo c’è una parola chiave che Federico gradirebbe: nascere. Federico ha difatti conosciuto la bellezza del dono della vita. Una nascita porta scompiglio, entusiasmo, luce, all’opposto la morte porta silenzio e buio. I ricordi di esperienze amicali e professionali e i piccoli gesti semplici non vanno perduti. Un giorno lo rivedremo, lo rincontreremo. L’uomo è fragile come un bimbo che nasce, come tutti quei bambini che Federico ha consegnato tra le braccia delle loro mamme. L’oblio che stiamo vivendo deve essere confortato dalla speranza di rivederlo nel regno dei cieli».

Momenti di grande commozione sono arrivati al termine della cerimonia. «Se potessimo rivederti per un solo minuto ci rassicureresti dandoci un bacio sulla fronte – dice un amico con voce tremante– abbiamo il cuore spezzato: tu sei stato un amico perfetto». Dopo le parole, la musica: una canzone cara a Federico fatta sentire con un semplice telefonino. Note seguite da un forte e sentito applauso. —


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