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Dalla manovra di bilancio più soldi a scuole e sociale Sparirà Marcaria sviluppo

Le aziende locali investono: incassi in crescita dall’edilizia Giovedì in consiglio comunale arriva anche la fusione dei Gal Terre d’acqua e Oglio Po

Francesco Romani
1 minuto di lettura



MARCARIA

Consiglio comunale denso quello del prossimo giovedì che segna un punto di svolta su alcuni temi degli ultimi anni. Innanzitutto mantenendo inalterati gli investimenti sulle opere pubbliche, l’amministrazione del sindaco Carlo Alberto Malatesta ha attuato una manovra di bilancio per trasferire risorse a scuole e sociale. In secondo luogo si muove il comparto edilizio grazie alle spinte all’investimento nel settore produttivo e questo genera per la prima volta dall’inizio della crisi dieci anni fa un aumento degli incassi da oneri edilizi. Infine si chiariscono le partecipazioni comunali con la futura liquidazione della società Marcaria sviluppo e l’uscita dal Gal (Gruppo d’azione locale) Terre d’acqua in vista della fusione con il Gal Oglio Po.

Le variazioni di bilancio saranno illustrate dall’assessore e vicesindaco Alessia Cattafesta. «Abbiamo attuato una manovra - spiega- delle spese correnti per trovare soldi da destinare al piano diritto allo studio e al Consorzio pubblico servizi alla persona, che si occupa del sociale, e che avrà 60mila euro». Per la scuola il piano ammonta a 586mila euro, dei quali 35mila per progetti (musica, arte, motoria, psicomotricità per l’infanzia),85mila euro saranno per il servizio di assistenza ad personam e 162mila per il trasporto scolastico.

Marcaria sviluppo era la Stu, la Società di trasformazione urbana nata con l’amministrazione del sindaco Carlo Orlandini per approfittare della svolta economica positiva che avrebbe portato il futuro casello di Marcaria del Tibre (la progettata bretella autostradale Tirreno-Brennero).

Un progetto infrastrutturale tramontato e con esso, ora la Spa a socio unico, il Comune che in questi anni ha gestito solo dal 2011 il campo fotovoltaico di 3mila metri quadri da 97 Kw di picco. «Abbiamo tentato di verificare la salvaguardia - spiega il sindaco Malatesta - ma i vincoli della legge Madia sono stringenti. Così la società sarà liquidata dal prossimo anno e il fotovoltaico gestito direttamente dal Comune».

Ma se tramonta il sogno del Tibre, non così quello delle aziende locali che investono sul proprio futuro. L’ampliamento della Ceccardi, della ditta danese di Campitello e di altri artigiani, ha portato nelle casse del Comune 80mila euro in più del previsto come oneri d’urbanizzazione.

Da ultimo, il Comune uscirà dal Gal terre d’acqua, coma gli altri ancora presenti, per consentirne la fusione nel Gal Oglio Po. Una manovra per far rimanere sono due Gal (l’altro è il Terre del Po) nell’area. —



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