Arriva il gran rifiuto di Motteggiana e Pegognaga: la fusione non si farà

Schiacciante la maggioranza dei No in entrambi i Comuni. Il rammarico del sindaco Melli: «Bene solo la grande partecipazione»

Il gran rifiuto di Motteggiana e Pegognaga: salta la fusione

PEGOGNAGA-MOTTEGGIANA. Pegognaga e Motteggiana non si fonderanno in un unico Comune. A decretare lo stop del processo avviato dalle due amministrazioni i votanti dei due Comuni che hanno deciso di non convolare a nozze amministrative. La legge regionale prevede che debbano essere espressi i “Sì” a maggioranza in entrambe i Comuni perché la fusione passi: per Pegognaga si pensava ad una maggioranza di favorevoli, ma così non è stato.

Alta la partecipazione al voto che si è attestata sul 39% con 3.07 cittadini ieri (23 settembre) alle urne sui 7.802 elettori. Ora resteranno in piedi gli accordi già sottoscritti attraverso l’Unione comunale, in attesa che si chiarisca il quadro politico amministrativo in vista di un possibile rilancio con Suzzara.

A Motteggiana si festeggia per la schiacciante vittoria del No al referendum sulla fusione con Pegognaga

Che a Motteggiana la maggioranza dei cittadini non fosse favorevole era nell’aria da tempo. Molti residenti sono legate a Suzzara, soprattutto per motivi lavorativi. Il risultato è arrivato quando ancora a Pegognaga non c’era il numero definitivo dei votanti. «Sono contento per la forte partecipazione - dice a caldo il primo cittadino di Pegognaga, Dimitri Melli - Amareggiato per il risultato del voto. Un progetto importante che al momento non abbiamo ancora valutato. Il Comitato ha lavorato bene. Ora si va verso le elezioni amministrative della prossima primavera».

«I cittadini si sono tenuti il Comune. Il tentativo di fusione con Pegognaga è morto. Ringrazio tutti i cittadini per la fiducia che ci hanno accordato. Ringrazio anche i collaboratori del comitato “No Fusione” che da domani cesserà di esistere perché ha già esaurito la funzione per la quale era nato. È stata una vittoria dei cittadini». Questo il commento a caldo di Giuseppe Montorsi, portavoce del comitato “No Fusione” di Motteggiana i cui componenti, radunati davanti ai seggi della scuola primaria di via Roma, appena saputo l’esito del referendum con la schiacciante vittoria del “No”, hanno brindato alla vittoria.

Subito dopo le 22, pochi minuti dopo la chiusura dei seggi, il presidente del seggio 1 Matteo Montanari ha diviso le schede tra il “Si” e il “No” e si è visto subito che il plico dei contrari era molto più spesso di quello dei favorevoli. Stessa cosa è avvenuta al seggio 2 della presidente Lara Siliprandi, che alla fine ha registrato una discrepanza di due voti tra il numero delle schede scrutinate e il numero dei votanti. Un risultato, quello sulla fusione tra i Comuni di Pegogaga e Motteggiana, che nel paese della Corte Ghirardina era piuttosto scontato. I più contrari sono stati i residenti di Torricella e Villa Saviola, ma poi si è visto che anche nel capoluogo e Zaragnino ci sono stati molti contrari alla fusione.

Amareggiato Biagio Risola, membro del comitato “Si Fusione” e capogruppo della lista “Comune Demicratico”: «Guardando l'esito del voto provo una certa amarezza, anche perché non capisco fino in fondo il significato di questo rifiuto. Io in coscienza sono tranquillo perché so di aver lavorato per il bene della comunità di Motteggiana per cercare di darle un futuro. Non so se i cittadini hanno capito male il significato della fusione o se non siamo riusciti noi a spiegarci bene. Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo fare. Accettiamo il dato, in democrazia, come è giusto che sia, si fa così». Alla fine a Motteggiana i “No” sono stati 740 e i “Si” 189. I votanti sono stati 934 con 5 schede bianche e nessuna nulla.

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