Fava rinuncia al posto in aula : «Ma non rinuncio alla politica»

L’ex parlamentare leghista a un passo dalle dimissioni da consigliere a Viadana. «Dopo 25 anni nelle istituzioni faccio posto ad altri, ma resto al federale del partito»

VIADANA. Solo questione di tempo e Gianni Fava, già sindaco, parlamentare e assessore regionale all’agricoltura, sempre per la Lega Nord (con la parola Nord da pronunciare con enfasi), lascerà il suo posto di consigliere comunale a Viadana. L’ultimo incarico amministrativo che la sua lunga e fortunata carriera politica gli ha lasciato. Fava è a un passo dalle dimissioni prima della scadenza.

«La decisione non è ancora definitiva - spiega il leghista – Ne devo parlare prima col sindaco Giovanni Cavatorta con il quale stabilire tempi e modi».


Con Cavatorta, Fava aveva condiviso una campagna elettorale importante che, nel 2015, fece ritornare la Lega Nord al governo del Comune dopo 14 anni. Ancora assessore lombardo nella giunta Maroni, Fava aveva fatto incetta di preferenze.

Perché Fava lascia l’incarico? «I miei impegni attuali non mi consentono più di garantire presenza e sostegno resale all’amministrazione» spiega Fava, riferendosi ai suoi impegni di tipo lavorativo .

Fava lascia la politica? «No - risponde l’ex assessore regionale - resto nel consiglio federale del partito. Non abbandono la politica, semplicemente chiudo una parentesi della mia vita nelle istituzioni durata 25 anni senza interruzioni. A queste condizioni non mi sento utile e lascio spazio ad altri».

Pensare a un Gianni Fava fuori dall’arena politica è difficile. Non fosse altro che l’ex deputato rappresenta, in questo momento, l’unica voce alternativa all’interno del massimo organo dirigente della Lega a quella del potente segretario e vice presidente del consiglio, Matteo Salvini.

Certo una voce che nell’apoteosi salviniana di questa stagione politica suona flebile. Almeno in apparenza. Eppure sarebbe sufficiente vedere i commenti ai post su Facebook di Gianni Fava per capire che l’ala dei militanti rimasti legati alla mission originale del Carroccio (termine caduto in disuso ormai) lo considera un punto di riferimento importanate.

Fava aveva tentato la missione impossibile, all’ultimo congresso della Lega Nord: sconfiggere o almeno fronteggiare la corazzata Salvini, all’epoca non ancora ministro dell’interno ma in forte ascesa politica. Una battaglia che Fava ha perso e ora, nel consiglio federale, è l’unico dirigente ad esprimere ufficialmente parole d’ordine come indipendenza o prima il nord che fino a non molto tempo fa erano parte irrinunciabile del lessico leghista.

Fava è stato sindaco a Pomponesco - la rampa di lancio della sua carriera politica - parlamentare e assessore all’agricoltura nella giunta regionale guidata da Roberto Maroni. Molto presente nella politica mantovana, anche dietro le quinte, ha perso la posizione predominante anche nella Lega provinciale dopo l’ultimo congresso. —


 

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