Rosy Bindi a "Raccontiamoci le mafie" critica il governo

L’ex presidente dell’antimafia sulla liberalizzazione  della vendita dei beni confiscati: "Spazzati via anni di lavoro. Serve più attenzione  al territorio» ha aggiunto"

GAZOLDO DEGLI IPPOLITI. Bagno di folla e lunghi applausi per Rosy Bindi, mattatrice della giornata conclusiva della rassegna Raccontiamoci le mafie. Accolta come una star dal pubblico che ieri gremiva il municipio di Gazoldo degli Ippoliti, l’ex presidente della commissione parlamentare antimafia ha risposto alle domande del giornalista Paolo Biondani, parlando dei legami tra politica, economia e criminalità organizzata, e ha colto anche l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

«Contro la mafia stragista abbiamo vinto la guerra, ma dobbiamo fare attenzione al territorio – ha spiegato – Ora l’organizzazione criminale più forte è la ‘Ndrangheta, perché ha capito che il potere è stato ridistribuito a livello locale. Perciò non ha più interesse a condizionare le scelte del governo, bensì quelle dei Comuni». Poi ha puntato l’indice contro le società offshore, cassaforte privilegiata delle ricchezze accumulate dai mafiosi: «Finché le istituzioni non detteranno delle regole, continuerà a comandare chi ha più soldi. Oggi si dice che dobbiamo essere padroni a casa nostra. È sbagliato. La politica non può restare all’interno dei propri confini. Il mondo ha bisogno di regole valide per tutti, pertanto dobbiamo ambire a imporre norme etiche a Trump e a Putin».


Rosy, la pasionaria, ha proseguito, sottolineando: «L’attuale governo ha spazzato via cinque anni di lavoro, liberalizzando la vendita dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Ma chi volete che compri un’azienda sequestrata alla mafia? Ovviamente un prestanome». Poi, stuzzicata da Biondani, ha detto: «Potevo ambire a candidarmi alle politiche con una lista tutta mia, ma ormai ho raggiunto la pace dei Renzi». Infine ha concluso: «Il Pd avrebbe dovuto fare un governo con i 5 Stelle, per rispetto verso i suoi ex elettori che a marzo hanno votato per Di Maio». La parte finale dell’incontro ha visto protagonisti i diciottenni di Gazoldo, che hanno ricevuto la Costituzione dalle mani della Bindi, del prefetto Sandro Lombardi, del sindaco Nicola Leoni e dalle associazioni locali.—

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