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Corpo guardie giurate, i Cobas denunciano: «Turni massacranti»

La testimonianza: «Al lavoro dopo sole tre ore di pausa», un dipendente si rifiuta e viene sospeso per due giorni

MANTOVA. Turni di notte massacranti. Condizioni di lavoro tutt’altro che ideali. Sono queste alcune delle accuse che il segretario provinciale dei Cobas Saverio Confetti muove all’azienda Corpo Guardie Giurate spa, che opera anche nel Mantovano. Confetti e Ausilio Ruro, responsabile del settore lavoro privato dei Cobas, hanno firmato una lettera che ha come destinatari anche i ministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il prefetto e il questore di Mantova e la Medicina del lavoro.

Il documento ...

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MANTOVA. Turni di notte massacranti. Condizioni di lavoro tutt’altro che ideali. Sono queste alcune delle accuse che il segretario provinciale dei Cobas Saverio Confetti muove all’azienda Corpo Guardie Giurate spa, che opera anche nel Mantovano. Confetti e Ausilio Ruro, responsabile del settore lavoro privato dei Cobas, hanno firmato una lettera che ha come destinatari anche i ministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il prefetto e il questore di Mantova e la Medicina del lavoro.

Il documento parte dal caso specifico di un lavoratore mantovano, ma vuole essere un grido d’allarme per un intero settore. «I casi di cronaca – dice Confetti – testimoniano che lo stress lavorativo può portare a gravi problemi psicologici. Ora basta, è tempo di riflettere attentamente sul tema. Il lavoro della guardia giurata con incarico di pubblico servizio è molto delicato, in quanto fornisce servizi di sicurezza sia al pubblico che al privato cittadino, ma per garantire un efficiente servizio i dipendenti devono godere di un ottimale riposo psicofisico per prestare attenzione in modo minuzioso a tutto quello che accade: purtroppo non è sempre così».

Ma entriamo nel dettaglio della vicenda denunciata in questi giorni dal sindacato. Ecco come viene descritta nella lettera dei Cobas: «Il dipendente della Corpo Guardie Giurate spa doveva, dopo una breve pausa di tre ore, rientrare in servizio per ulteriori cinque ore. Nonostante avesse comunicato per tempo di non riuscire a rispondere a tale richiesta, perché smontante da un turno notturno e in assenza di un regolare riposo, gli è stata comunicata da parte dell’amministrazione una sospensione lavorativa di due giorni non retribuita».

Dopo aver preso atto del provvedimento disciplinare, il 13 settembre il sindacato ha incontrato un rappresentante dell’azienda, «che purtroppo è costretta a richiedere questi servizi che recano disagio ai dipendenti per mancanza di personale».

«Le turnazioni proposte dall’azienda – si legge ancora nella nota dei sindacati – vanno in conflitto con la legge. La richiesta di orari di lavoro che vanno dalle 4/5 ore prima o dopo un turno notturno di 7/8 ore con una pausa di sole 2/3 ore sono inaccettabili e rischiose per il lavoratore». Saverio Confetti è fiducioso che la vertenza di Mantova possa spronare le imprese del settore a ripensare il rapporto con i dipendenti e le turnazioni. —

VIN.COR

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