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A San Benedetto Po il nido comunale passa a una coop, i genitori protestano

Riunite in assemblea le famiglie contestano la scelta dell'amministrazione comunale: esternalizzazione dal 1° gennaio. Vane le rassicurazioni del sindaco per qualità del servizio e dipendenti

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SAN BENEDETTO PO. Non l’hanno presa bene i genitori. La notizia che dal prossimo 1° gennaio l’amministrazione darà in concessione il nido comunale “Il Germoglio” ad una cooperativa sociale, ha provocato una seria preoccupazione, che è emersa nelle sue varie sfaccettature nell’affollata assemblea con le famiglie che si è tenuta lunedì 8 ottobre.

 Il sindaco Roberto Lasagna ha cercato di rassicurare le famiglie  sia per il mantenimento dei posti di lavoro (specialmente per le due dipendenti comunali che passeranno sotto un privato), sia per la qualità del servizio e per i costi che saranno sotto il controllo dell’amministrazione. Ma  le preoccupazioni non sono state fugate.

Sostanzialmente sono state tre le rimostranze che i genitori hanno rivolto all’amministrazione. Un primo appunto è che non sia stata condivisa per tempo l’intenzione di esternalizzare la struttura, visto che su questa possibilità l’amministrazione ci stava ragionando da due anni. “Ora, dopo che il Consiglio ha votato a maggioranza la delibera – ha affermato un genitore – non è il caso di parlare di condivisione, poiché noi genitori siamo nella condizione di prendere atto che la scelta è già stata fatta, non di proporre altre strade”.

È stato contestato anche che l’esternalizzazione sia in funzione di un miglioramento del servizio, poiché a giudizio di tutti gli utenti il servizio così come è stato fornito finora è ottimo. Lascia perplessi i genitori anche il fatto che la novità venga introdotta a metà anno.

Ora non si sa se i bambini continueranno con le stesse educatrici e assistenti, né se il nuovo gestore potrà mantenere gli stessi servizi. Il sindaco ha voluto chiarire che l’esternalizzazione non dipende principalmente da un fattore economico, ma che è stata una scelta tecnica obbligata in quanto è scaduto l’appalto in essere ed è ancora prematura la formazione di un’azienda speciale che gestisca tutti i servizi sociali a livello di territorio.

Lasagna ha assicurato che il capitolato con il nuovo gestore sarà super-difensivo sotto tutti gli aspetti e che il Comune manterrà una funzione di controllo con un impegno di spesa per colmare la differenza fra le rette e il costo della gestione.

Oriana Caleffi
 

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