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Le studentesse nelle terre della camorra

Le ragazze di 4ª del Bonomi hanno soggiornato e lavorato in una maglieria ricavata dalla confisca della residenza di un boss dell’Avellinese

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MANTOVA. Una settimana in Campania tra i beni confiscati alla Camorra. È l’esperienza vissuta da tredici studentesse al quarto anno dell’indirizzo moda dell’istituto Bonomi-Mazzolari accompagnate dalle professoresse Maria Regina Brun e Daniela Verzola. Le ragazze sono state ospitate dal maglificio “100Quindicipassi”, ex residenza del boss Antonio Graziano a Quindici in provincia di Avellino. Una villa simile ad un fortino inaccessibile dove tutto, per proteggere il boss, era stato blindato, finestre comprese.

Il maglificio oggi è gestito dalla cooperativa sociale “Oasi Project” aderente a Libera. Durante la permanenza, grazie anche al supporto dell’attrice Ilaria Scarano, le studentesse hanno imparato a riciclare delle magliette convertendole, con intrecci vari, in shopping bag, e a trasformare altro materiale di scarto in confortevoli cuscini. E si sono rimboccate le maniche per riqualificare gli spazi eterni del Maglificio impegnandosi in special modo a ridipingere le panchine.

Durante il soggiorno hanno avuto poi modo di incontrare e confrontarsi con cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali e apprendere le storie di vittime innocenti delle mafie, come il 26enne Nunziante Scibelli, vittima innocente della camorra, assassinato in un agguato tra due clan rivali, alla cui memoria è stato dedicato il maglificio “100Quindicipassi”. E poi la visita di un altro bene confiscato alle mafie, a Castelvolturno in provincia di Napoli: un caseificio che produce mozzarelle di bufala dop campana e altri formaggi bio. Ecco le alunne che hanno partecipato: Anna Aldrighi, Sara Amicabile, Marzia Bonatesta, Linda Hu, Francesca Lambertini, Denise Rad, Beatrice Roveda, Vilma Shechi, Giulia Senno, Mavi Singh, Islem Sallami, Rachel Vernizzi, Chiara Zaffanella. B.R.




 

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