Stress e automazione: così si è allargato il rischio di infortunio

Il tavolo: il presidente Anmil Rebuzzi con il vicedirettore Inail Marullo

Al MaMu le priorità sulla prevenzione nei luoghi di lavoro. Resta l’allarme: 9 morti in 10 mesi contro i 4 di tutto il 2017

MANTOVA. Resta alto l’allarme infortuni sul lavoro nel Mantovano: rispetto allo scorso anno (che ha registrato quattro morti) nei dieci mesi appena trascorsi le vittime sono più che raddoppiate, salendo a quota nove.

E con le preoccupazioni, nascono spunti di riflessione. Al di là delle vittime c’è un fiume di infortuni, gravi e meno gravi: nel 2017 gli infortuni denunciati sono stati 5.687, contro i 5.625 dell’anno precedente e i 5.479 del 2015. Sono cresciuti i rischi per i lavoratori? E, se sì, quali? Fisici, indubbiamente, ma non solo. Il mondo del lavoro cambia e i pericoli si sono allargati da cantieri e fabbriche agli uffici.

Lo stress da lavoro, che porta l’impiegato ad accettare qualsiasi condizione piuttosto di rinunciare alle mansioni o al posto, è in crescita, complice la crisi. Così come gli incidenti in strada, dovuti alla poca formazione sulla guida sicura, che sono in aumento. I rischi si spostano anche su nuovi orizzonti sconosciuti, quelli tecnologici su cui però ancora si conosce poco: quali sono, ad esempio, gli effetti nel tempo delle onde elettromagnetiche dei sistemi informatici o dei sistemi automatizzati?


Di tutto questo s’è parlato il 14 ottobre al convegno “Sicurezza sul lavoro, priorità per il futuro”, ospitato nelle sale del centro congressi MaMu. Gino Rebuzzi, presidente territoriale dell’Anmil (l’Associazione nazionale per lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) ha coordinato l’incontro, a cui hanno partecipato rappresentanti dei sindacati, dell’Inail e delle politiche locali, oltre al prefetto Sandro Lombardi e all’assessore comunale al welfare Andrea Caprini.

Uno dei punti fondamentali affrontati è stato il ruolo dell’informazione e della prevenzione. È stato sottolineato quanto sia importante che le associazioni e l’amministrazione cooperino con gli imprenditori e le piccole-medie imprese per fare in modo che la scalata degli infortuni possa regredire.

«Le associazioni e l’amministrazione devono aiutare a promuovere questa cultura sulla sicurezza – ha sottolineato Caprini – non bisogna mai abbassare la guardia, le situazioni vanno sempre monitorate prestando attenzione alle condizioni sui luoghi di lavoro. L’informazione dovrebbe essere una base imprescindibile per far acquisire consapevolezza a giovani e meno giovani sui parametri ideali per lavorare in sicurezza».

L’incontro si è concluso con l’intervento di Vittoria Marullo, vicedirettrice dell’Inail, che ha consegnato un riconoscimento economico e morale a chi ha subito un infortunio nel corso dell’anno ma ha saputo dimostrare di poterlo superare.

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