Un nuovo impianto per il biometano a Sustinente: depositato il progetto

Una centrale a biogas (foto d'archivio)

Lavorerà 47mila tonnellate di scarti di cucine e mense. Previsti 6.600 tir all’anno, assunzione per due persone

SUSTINENTE. La ditta San Marco Bioenergy, la stessa che ha proposto la costruzione di una centrale per la produzione di biometano a Magnacavallo, ha presentato un progetto analogo anche a Sustinente. Il nuovo impianto, la cui valutazione ambientale è al momento nella fase della presentazione in Regione, sorgerà sulla strada Caselle Poletto, a nord del Canal Bianco e su una superficie di 45mila metri quadri, oggi agricoli, la cui disponibilità è stata concessa da Maria Pinzetta, 55enne residente a Quistello. Un lato del comparto confina con il Comune di Roncoferraro che quindi è direttamente coinvolto nel procedimento di eventuale autorizzazione.

Il progetto risale alla fine di luglio ed è stato elaborato dalla Geo Studio Engineering srl di Bovolone, che ha sede nello stesso indirizzo della società San Marco il cui legale rappresentante è Marco Beltrami. Il punto di partenza è l’utilizzo ai fini energetici dei rifiuti “Forsu”, in particolare 47mila tonnellate di scarti di mense e cucine che, secondo un recente studio, non sono però disponibili nel Mantovano. I tir previsti sono 6.600 l’anno. Attraverso la fermentazione si produrrà gas dal quale, tramite processi di depurazione si estrarranno 4 milioni e 171mila metri cubi standard di biometano l’anno. Gas da immettere direttamente nella rete.


Lo scarto residuo di questa lavorazione è costituito essenzialmente da digestato liquido che sarà addizionato con sottoprodotti come pula, paglia o fieno per ottenere oltre 13mila tonnellate di compost. I rifiuti in ingresso arriveranno attraverso camion chiusi e saranno versati nelle tramogge contenute in capannoni, anch’essi chiusi per evitare i cattivi odori.

È prevista anche un’area di stoccaggio di 100 metri quadri. La fermentazione avverrà in ambiente riscaldato (40 gradi) tramite caldaie a Gpl. Il biogas così prodotto, viene trattato (desolforazione, rimozione di CO2, ossigeno, azoto e impurità) per ottenere il biometano. Le frazioni rimosse sono allontanate in atmosfera con un camino di scarico alto 10 metri. Il ciclo del compost tratterà 42mila tonnellate annue in tunnel da 2.900 metri cubi.

L’area del futuro impianto si trova a 3 km dalle zone tutelate del Parco del Mincio e dell’area golenale del Po ed a 6 dalla zona umida del Busatello. Sarà raggiungibile dalla Provinciale 80. Il progetto prevede la riqualificazione di strada Caselle Poletto (oggi ghiaiata). Le assunzioni previste sono due.

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