Lasagna entra e l’Italia vola: esordio da urlo

Gli azzurri dominano ma falliscono numerose occasioni, gol in extremis di Biraghi su assist della punta mantovana

MANTOVA. Quasi da non credere. Ci siamo divertiti a vedere una partita dell’Italia. Anzi, osiamo dire che per lunghi tratti ci siamo pure esaltati. Erano mesi (anni?) che l’Italia non giocava così bene. E il gol al 92’ di Biraghi è stato il giusto premio a una partita da 8 in pagella di tutta la nazionale. Il tutto innaffiato dall’esordio straordinario di un mantovano doc come Kevin Lasagna che non si fa tradire dall’emozione e firma l’assist per la rete. Lo 0-0 sarebbe stato una disdetta per tante ragioni. Compreso il rischio di finire in serie B di Nations League. E invece ora l’ultimo turno che prevede Italia-Portogallo (17 novembre a San Siro) e Portogallo-Polonia (20 novembre a Guimaraes) regala anche una piccola chance di chiudere al primo posto il girone: l’Italia dovrebbe battere anche il Portogallo e sperare che i polacchi battano a loro volta i lusitani.

Una grande vittoria insomma. Mancini stavolta ha schierato la squadra migliore, quello che adesso diventa l’undici base per costruire il futuro. Ha funzionato quasi tutto. Dietro l’Italia ha rischiato poco nonostante la lunga pressione esponesse al rischio delle ripartenze; a centrocampo Jorginho e Verratti hanno dato lucidità, dettato i tempi, mentre l’aggressività di Barella ha consentito di stare sempre corti e pronti a recuperare palla alti; in attacco con Chiesa e Insigne larghi più Bernardeschi centrale abbiamo visto tante geometrie, giocate di classe, un gol, tiri in porta e due traverse, un paio di grandi parate di Szczesny e 2-3 occasioni sprecate.


Però esiste un problema-punta. Perché ieri abbiamo giocato con tre esterni, il povero Bernardeschi è andato a fare la prima punta ma con tutti i limiti del caso. È un po’ il vecchio discorso della coperta corta: con un pivot là davanti (Balotelli oppure Immobile) siamo più prevedibili e oltretutto nessuna delle nostre prime punte adesso è in condizione, con tanti esterni giochiamo che è una bellezza ma si fatica a buttarla dentro. Ma ieri è stata segnata una strada e questa va seguita.

Il salto di qualità è stato anche sotto il profilo della personalità. Perché l’Italia degli ultimi tempi è sempre stata un gattino fradicio che entrava in casa altrui nascondendosi subito. Stavolta invece l’impatto è stato devastante, con addirittura una traversa di Jorginho dopo 53” a coronare un’azione da leccarsi i baffi. Non un lampo nel buio, bensì l’inizio dell’assalto.

Già, perché il primo tempo è stato impressionante. Se l’Italia fosse andata al riposo sul 2-0, già ci sarebbe stato stretto. Prima appunto la traversa di Jorginho, poi alla mezzora altra traversa di Insigne stavolta su filtrante geniale di Chiesa a Szczesny battuto. Sempre a rincorrere la Polonia, pure pasticciona al 33’ quando un passaggio sbagliato in uscita ha mandato Jorginho solo verso la porta, ma il destro dell’ex Napoli è andato a morire su Szczesny.

Senza un pivot là in mezzo, l’Italia è riuscita a sfiorare il gol anche di testa, con Szczesny di nuovo miracoloso su inzuccata di Chiellini, poi al 44’ il portiere della Juve ha negato il gol a Florenzi al termine di un’altra azione tutta di prima. Ripetiamo, quasi da non credere aver chiuso il primo tempo 0-0.

Il ct polacco Brzeczek ha provato a prendere il centrocampo passando nella ripresa al 4-4-2 ma è stato tutto inutile. Sempre e solo Italia, a parte un destro di Grosicki parato da Donnarumma e un contropiede sprecato da Milik. L’Italia ha fatto sempre la partita, restando alta e cercando sempre la vittoria. Vittoria che è arrivata al 92’: da corner, il debuttante Lasagna fa vedere di non essere in nazionale per caso. Un giorno speciale per lui che confeziona l’assist perfetto per Biraghi. Bravo, anzi bravissimo. Se l’Italia è ancora in piedi è anche merito suo. —


 

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