Massari nuovo leader Fiom: «Priorità il contratto Iveco»

Il neo segretario generale: va tolta efficacia all’attuale accordo di Suzzara. Mantovanelli lascia dopo 8 anni: «Servono più sicurezza e investimenti»

MANTOVA. Passaggio di testimone alla Fiom, dove dopo 8 anni cambia il segretario generale. Mauro Mantovanelli ha esaurito i suoi due mandati e come vuole lo statuto del sindacato lascia il timone. Suo successore è Marco Massari. Il cambio della guardia è avvenuto ieri con l’elezione ufficiale di Massari durante l’undicesimo congresso territoriale del sindacato dei metalmeccanici.

A dare il via all’incontro, le parole del segretario generale uscente che tradivano, in alcuni momenti, emozione e commozione. Un discorso seguito da un forte e sentito applauso. «Sono stati 8 anni intensi, duri, due mandati che hanno attraversato il cuore della crisi ma insieme abbiamo ridotto e a volte evitato i licenziamenti. Penso alle lotte Iveco, Belleli e Zanotti. Il momento più drammatico è stato sicuramente nel 2012 con la gestione della sicurezza negli stabilimenti». Nel suo discorso, Mantovanelli, punta i fari sugli incidenti mortali sul posto di lavoro e sull’importanza della formazione.

«Si lavora per vivere e non per morire – esordisce – Sono 11 le morti in questi 10 mesi dell’anno in provincia di Mantova. La sicurezza sul lavoro è una delle priorità da affrontare. L’incidentalità e la mortalità nel lavoro non sono elementi fisiologici connessi con l’attività lavorativa. In molte imprese manca la cultura della prevenzione. E le sanzioni per le aziende inadempienti sono troppo blande. Occorrono poi chiarimenti in materia di malattie professionali, visto il continuo registrarsi di grandi scostamenti tra le domande presentate e quelle effettivamente riconosciute. Le nuove metodologie di lavoro accompagnate dall’aumento dei ritmi per rispondere alle esigenze di mercato stanno determinando questa crescita di casi. La riduzione dei controlli, l’abbassamento della soglia d’attenzione per lo sfruttamento del lavoro, la ricattabilità dei contratti precari e degli appalti sono elementi ancora troppo presenti».

Mantovanelli punta poi il dito sulla diminuzione degli investimenti nell’industria italiana e «in particolare in quella metalmeccanica a causa del calo della produzione della perdita di asset strategici. Serve un intervento pubblico nella produzione e nella ricerca che possa essere da traino per gli investimenti privati».

«Sono proiettato alle scadenze più ravvicinate – gli fa eco Massari. Entro la fine dell’anno scade il contratto per chi lavora all’Iveco Cnh a Suzzara, fabbrica che occupa più di 1700 persone. Ci muoveremo perché il Ccsl (contratto specifico di lavoro) perda l’efficacia che ha avuto, ossia sovrastare il contratto nazionale. Ai lavoratori non viene applicato il contratto nazionale e questo modo di operare va scardinato perché potrebbe diventare un pericolo per altre aziende che potrebbero seguire questa strada. Noi rivendichiamo con forza i due livelli di contrattazione: uno nazionale che garantisce i minimi salariali e uno aziendale per incrementare i salari dei lavoratori». 
 

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