«Don Angelo? È un po’ testone ma sincero»

I parrocchiani col sacerdote che dice di essere stato  messo nel mirino dal vescovo Difetti? «Nelle omelie dice sempre ciò che pensa» 

MOTTEGGIANA

Che don Angelo Bisi, parroco di Motteggiana e Villa Saviola, sia un sacerdote sui generis, che ama sempre dire ciò che pensa, lo sanno tutti. Ma i fedeli lo capiscono, e qualcuno lo difende pure. Lui però ha denunciato: «Il vescovo vuole le mie dimissioni». In passato ci sono stati problemi con la comunità di Villa Saviola. «Se non si fa come vuole lui non si fa niente» dice una donna che chiede l’anonimato. Il riferimento è al Grest dell’estate scorsa che non sarebbe partito perché, secondo la donna, il don «si era inventato che l’Ats, aveva detto che le cucine non erano a norma».


Don Angelo per l’estate ha comunque procurato una piscina dove i bambini potevano fare il bagno. Ma alcuni fedeli, forse per ripicca, vedendo il parroco in costume l’avevano fotografato e poi avevano spedito le immagini al vescovo Marco Busca. Don Angelo, comunque, dopo l’infortunio alla gamba sembra essere tornato a fare il prete.

«È che a volte don Angelo si tira la zappa sui piedi da solo - dice Alberto Masotti, sagrestano e fabbro di Villa Saviola - è un testone. Io ho già seguito tre sacerdoti e so come comportarmi. Cerco di consigliarlo, ma lui va per la sua strada. Gli dico spesso di occuparsi di cose di chiesa e non di altri argomenti perché poi, se esprime opinioni su questioni particolari, ci sono persone che non gradiscono e vanno a riferirle al vescovo». Roberto Martignoni di Motteggiana va in chiesa dall’età di 9 anni: «Tempo fa ci sono stati problemi con le funzioni religiose perché a volte don Angelo arrivava tardi. A Motteggiana la messa è alle 11 ed è capitato che iniziava con un quarto d’ora di ritardo. Ma ci sono donne che poi a mezzogiorno devono essere a casa per il pranzo». Maria Rossato si limita a dire che «don Angelo dovrebbe essere aiutato perché due parrocchie per lui sono difficili da gestire».

Tuttavia, per la stragrande maggioranza dei parrocchiani il difetto maggiore del don, se così si può dire, è quello di «dire sempre ciò che pensa». «Nelle omelie parte bene - dice una parrocchiana - poi però tende ad esagerare nelle proprie opinioni. Dev’essere più diplomatico». —

MAURO PINOTTI

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