Mantova, Sinistra italiana incalza la giunta: «Campo nomadi sparito dai progetti»

Bassoli punta l’indice sulle linee di mandato disattese: «Trascurati gli interventi  che non portano voti. Il Pums, ad esempio, che fine ha fatto?» 

MANTOVA. Tra il dire e il fare c’è il mare quotidiano denso di scogli e correnti, soprattutto se sei un amministratore locale esposto ai venti che soffiano da Roma. Però. Quando il dire è codificato in un documento di maggioranza, votato in consiglio comunale, allora il “cosa fare prima” diventa materia di scelta politica. A porre la questione del rispetto delle linee di mandato è il capogruppo di Sinistra italiana, Matteo Bassoli, che domani (26 ottobre) incontrerà il sindaco Palazzi insieme all’altro consigliere e compagno di partito Andrea Cantarelli.

«Nessuno strappo in vista, la maggioranza è solida – la premessa – però se esiste un cronoprogramma, con delle scadenze precise, allora la scelta di cosa privilegiare è politica. E, guarda caso, gli impegni lasciati indietro sono quelli dove la sponda di maggioranza è più debole. Oppure quelli impopolari, che non portano voti».


Nessuno strappo, ma la corda sembra tesa. E in ballo non c’è solo «il finanziamento del lavoro povero» attraverso il progetto #finalmenteunagioia, denunciato pubblicamente da Sinistra italiana un paio di settimane fa. Insiste Bassoli soprattutto su un punto, quello relativo alla chiusura del campo nomadi di viale Learco Guerra. Il tema è il numero 13 delle linee di mandato, che mette in relazione democrazia e diritti. L’obiettivo dichiarato è quello di superare «la logica ghettizzante e assistenzialistica, propria del cosiddetto “campo nomadi”».

Come? Con l’adozione di progetti per «la tutela dei diritti di minoranza e la progressiva dismissione dell’attuale area di sosta di viale Learco Guerra». Progetti che, prevedono le linee di mandato, si struttureranno a partire da tre asset: «la soluzione abitativa, la scolarizzazione, la formazione professionalizzante in vista di un inserimento lavorativo, accompagnati da interventi atti a contrastare l’antiziganismo e iniziative culturali». Così tra gli obiettivi gestionali s’incontra l’individuazione «di percorsi alloggiativi alternativi».

Quando? «Entro fine mandato» prevede il documento. «Sì, però, in più di tre anni nessuna famiglia ha ancora lasciato il campo nomadi, escluse quelle che se ne sono allontanate volontariamente – obietta Bassoli – L’ultima famiglia alla quale è stato offerto un alloggio risale all’assessorato di Roberto Irpo, nella giunta Sodano».

Ma l’elenco degli impegni messi tra parentesi abbraccia anche altre progetti. «Le consulte di quartiere, che avrebbero dovuto rimpiazzare le vecchie circoscrizioni, da realizzarsi entro il primo semestre del 2016 – ricorda il capogruppo di Sinistra italiana – E anche il Pums, il piano urbano di mobilità sostenibile, che doveva essere pronto entro il 31 dicembre 2017». Nessuno strappo, «ma se entro un anno nessuna famiglia avrà ancora lasciato il campo nomadi, a lasciare sarò io» annuncia Bassoli».

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