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Apam e interpello al ministero: l’Ispettorato del lavoro smentisce la versione aziendale

Sulla scia del sindacato di base Usb, ora a smentire l’interpretazione di Apam interviene l’Ispettorato territoriale del lavoro

Igor Cipollina
1 minuto di lettura

MANTOVA. Inversione a U. Sulla scia del sindacato di base Usb, ora a smentire l’interpretazione di Apam interviene l’Ispettorato territoriale del lavoro. Sotto la lente c’è la risposta del ministero del Lavoro all’interpello di Asstra, la maggiore associazione nazionale di categoria delle aziende di trasporto pubblico locale. La vicenda è quella dei 200 verbali dell’Ispettorato, che ha riconosciuto ad altrettanti autisti il diritto a pretendere dall’azienda 200mila euro per la mancata retribuzione dei tempi accessori nelle tratte extraurbane superiori ai 50 chilometri. Con un disallineamento tra due leggi: la 138 del 1958 e l’altra del 2007, che recepisce il regolamento comunitario in materia (applicata da Apam a partire dal 2013).

«Un gol segnato» dichiarava a caldo alla Gazzetta l’amministratore delegato di Apam, Claudio Garatti, a proposito della risposta ministeriale. «Un autogol» replicava Usb. Lettura, quest’ultima, avvalorata dall’Ispettorato, anche se in tono meno arrembante.

Asstra si era rivolta al ministero perché avallasse la “cedevolezza” della legge del 1958 rispetto a quella del 2007, che Apam ritiene essere l’unica normativa da applicarsi. Tematica, questa della “cedevolezza” normativa, che aveva già trovato risposta in due interpelli del 2008 e 2009.

Nel dettaglio, riporta il capo dell’Ispettorato di Mantova, Silvana Catalano, come nell’interpello del 2008 «si afferma chiaramente che dalla normativa comunitaria non può scaturire l’effetto abrogativo delle vecchie normative quale la legge 138/58». In ogni caso, è all’Ispettorato nazionale del lavoro che compete «l’organizzazione dell’attività ispettiva ed ogni chiarimento in merito ai profili relativi alla attuazione della normativa rispetto a fattispecie concrete».

Chiarimenti sollecitati e ottenuti dagli ispettori di Mantova prima di bussare alla porta di Apam. Morale, rivendica Catalano, «si conferma in toto il presupposto logico-giuridico posto a fondamento delle risultanze dell’accertamento effettuato». Come a dire, un autogol aziendale.

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