«Le nostre strade inadeguate». No del Comune al biometano

Il sindaco Marchetti: «Impensabile gravare di traffico le vie di campagna». Intanto la Provincia sospende il progetto e chiede un’integrazione alla ditta

MAGNACAVALLO. «Le nostre strade sono inadeguate al traffico pesante che si creerebbe con l’impianto di produzione di biometano». Con queste parole una relazione tecnica del Comune di Magnacavallo evidenziale condizioni precarie delle via della zona in cui nascerebbe l’impianto. Nel frattempo la Provincia ha chiesto una corposa integrazione sul progetto alla ditta proponente, la San Marco Bioenergia, nell’ambito dell’iter di approvazione.

Breve riassunto delle puntate precedenti. A Magnacavallo esiste un progetto per la realizzazione di una centrale di produzione di biometano e l’amministrazione è da sempre contraria. A metà settembre il sindaco Arnaldo Marchetti era stato ricevuto, con una piccola delegazione, dalla commissione Ambiente della Regione. «C’è stata intesa fra le varie parti politiche rispetto alla nostra istanza – spiega Marchetti – in particolare sul fatto che nel nostro territorio ci sia una concentrazione spropositata di progetti di questo tipo». La stessa ditta, la San Marco, ha presentato un progetto gemello a quello di Magnacavallo anche a Sustinente. Nell’area è in progetto una centrale di produzione di biometano a Pieve e una è già stata approvata a Revere. Inoltre un progetto per un impianto simile è stato presentato anche a Concordia sulla Secchia, appena oltre il confine regionale, in Emilia Romagna.


Dopo l’incontro a Milano, a cui avevano partecipato anche Maurizio Guidorzi, responsabile ambiente del Consorzio Oltrepò, e Maura Cappi, leader del comitato Gaeta, la Provincia ha chiesto un’integrazione al progetto. Palazzo di Bagno ha dato 45 giorni di tempo all’azienda proponente per colmare alcune lacune riscontrate nel progetto e fornire ulteriori specificazioni. Questa richiesta è stata inviata alla San Marco Bionergia lo scorso 3 ottobre. Va precisato che la ditta potrà chiedere una proroga dei tempi per presentare le integrazioni.

Contestualmente la Provincia ha chiesto anche un parere al Comune di Magnacavallo in merito alle strade e alla sostenibilità del traffico pesante previsto. Parere che è arrivato e che è nettamente negativo.

Nelle motivazioni si spiega che il paese ha molte strade periferiche in condizioni non ottimali, su un territorio piuttosto ampio. In particolare è stato sottolineato il fatto che le due strade su cui si concentrerebbe il traffico pesante, in ingresso e in uscita dall’impianto, non sono assolutamente adeguate. Via Brasille è una strada secondaria che collega Magnacavallo a Borgofranco, si legge nelle motivazioni, e la sua larghezza è ridotta. Molto peggio per quanto riguarda via Madonnina Sinistra, una strada bianca molto stretta, di fianco alla quale corre anche un canale, fatto che renderebbe difficile un allargamento della carreggiata. Su entrambe le strade, come tutte quelle del comune, è stato riscontrato anche un problema di cedevolezza del fondo.

«Già attualmente le nostre vie fuori dal centro hanno bisogno di una continua manutenzione per sistemare buche e avvallamenti – spiega Marchetti – figuriamoci cosa accadrebbe andandole a gravare con un consistente passaggio di camion». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Metropolis/10 - Nuovo Cinema Quirinale. Con Andrea Costa, Michele Emiliano (l'integrale)

La guida allo shopping del Gruppo Gedi