Nel Mantovano annata agraria con segno più

Il presidente di Coldiretti Mantova Paolo Carra

Il presidente Paolo Carra: «Scenario sereno per tutta la zootecnia. E in generale più luci che ombre» 

MANTOVA. «Dal punto di vista della redditività, il 2018 è stato uno degli anni più soddisfacenti. L’annata va archiviata fra quelle nel complesso positive, seppure con alcune criticità, ma non è molto frequente contare su uno scenario sereno per tutta la zootecnia, dal lattiero-caseario alla suinicoltura, fino alla carne bovina». Alla vigilia della Festa del Ringraziamento, in programma per l’ 11 novembre al santuario delle Grazie alla presenza del vescovo Marco Busca, il presidente di Coldiretti Paolo Carra traccia un bilancio con più luci che ombre per l’agricoltura mantovana.

A partire dal lattiero-caseario. «Il prezzo del Grana Padano – dichiara Carra – ha ripreso quota dopo i punti più bassi toccati in primavera e il rispetto del piano produttivo varato dal consorzio di tutela costituisce un buon viatico per i prossimi mesi, purché continui il percorso di espansione dell’export». Anno da incorniciare per il Parmigiano Reggiano, che «tra incremento delle esportazioni e listini in crescita dalla metà del 2016 si sta rivelando il re dei formaggi anche per la retribuzione agli allevatori» prosegue Carra.


Annata senza i picchi entusiasmanti del 2017, ma comunque in grado di garantire una buona remunerazione agli allevatori anche per i suini: «Sul versante delle Dop – aggiunge il presidente – Coldiretti sta proseguendo con il progetto del Suino italico, che mira a valorizzare i tagli di carne fresca degli animali allevati per il San Daniele». Per i bovini da carne, il 2018 ha registrato una ripresa dei consumi. E i prezzi delle razze più allevate in Italia consentono agli allevatori di guadagnare.

Stagione positiva sul piano delle rese e della qualità per il frumento, nonostante le piogge di maggio che hanno in parte ritardato la maturazione. In crescita i contratti di filiera, che permettono all’industria di pianificare l’approvvigionamento e agli agricoltori di ottenere un prezzo superiore. Per il mais – ricorda Coldiretti – l’andamento dei prezzi, da alcuni anni al di sotto delle aspettative, ha compresso le superfici in provincia di Mantova, diminuite in pochi anni di oltre il 20%, aspetto che costringe la zootecnia a importare quantitativi dall’esterno. Buona annata, invece, sia in chiave di qualità che di rese in campo, superiori di oltre il 15% rispetto al 2017, per il riso.

Annata di soddisfazione per i viticoltori, sostenuti da un andamento stagionale favorevole per tutto il periodo della raccolta e per le settimane precedenti. In termini di quantità si parla del 20% in più sull’anno precedente.

Bene il melone: la coltivazione è cresciuta del 44% negli ultimi 10 anni, trascinata sia dal marchio dell’Igp sia dalla conquista di nuovi mercati. Il 2018 ha dato qualche soddisfazione dal punto di vista economico, ma il meteo ha purtroppo portato a una concentrazione dell’offerta, comprimendo i guadagni. Annata più complessa, invece, per soia, barbabietole, ortofrutta e pomodoro, vittime del maltempo e, per soia e frutta, della cimice asiatica.

 

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