In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Casapound a Mantova, la città fa muro: «Non saremo mai con loro»

Levata di scudi contro l’annunciata apertura di una sede in piazza Filippini. Il sindaco: se lo Stato me lo consentisse la vieterei. L’Anpi: una provocazione

Sandro Mortari
1 minuto di lettura

MANTOVA. «Fosse per me, non ci penserei un solo minuto a vietarne l’apertura». Il sindaco Mattia Palazzi è chiaro nel dichiararsi contrario allo sbarco a Mantova di Casapound attraverso l’associazione culturale il Volante che il 10 novembre si insedierà nei locali di piazza Filippini 2-3 (dove una volta c’era la sede della Cisl).

«Continuo a ritenere che quel movimento chiaramente di ispirazione fascista dovrebbe essere sciolto perché contro la Costituzione italiana», afferma il primo cittadino virgiliano. Che aggiunge: «Se lo Stato mi mettesse in condizione, da sindaco, di non far loro aprire una sede non ci penserei un solo minuto a vietarlo. Ma così non è» riconosce. Tuttavia, Palazzi assicura: «Mantova non sarà mai dalla loro parte».

A sinistra si leva un coro di no contro Casapound che, occorre ricordare, per alcune settimane, qualche mese fa ebbe addirittura un rappresentante in consiglio comunale dopo che Luca de Marchi scelse di abbandonare la sua lista civica e prima di confluire in Fratelli d’Italia. L’Anpi, l’associazione dei partigiani d’Italia, scende in campo con il suo presidente provinciale Luigi Benevelli. «Esprimo la più viva preoccupazione - dice - per questa vicenda. Andremo a rappresentarla in tutte le sedi politiche e istituzionali. L’apertura di una sede di Casapound nella nostra città è una provocazione inaccettabile. Ci sono da verificare dei problemi di ordine pubblico a cui questi signori sono abituati».

Ci pensa lo spazio sociale la Boje a ricordare «le decine di violente aggressioni di cui è responsabile ogni anno quel gruppo neofascista». E via ad elencare «il senegalese ucciso da un suo esponente nel 2011 a Firenze, il nigeriano ammazzato a pugni a Fermo nel 2016 e un delitto a Verbania, nel 2014, legato a speculazioni finanziarie, fino all’agguato fascista di un anno fa in centro storico a Mantova contro un ragazzo». Insomma, «nonostante la propaganda contro i poveri, contro lo spaccio e per il decoro, Casapound - dice la Boje - si è spesso sporcata le mani negli ambienti criminali», agendo con «metodi squadristi e aggressioni fisiche ad avversari politici, migranti e soggetti Lgbtqi». La Boje si oppone all’arrivo di Casapound e promette: «Siamo pronti a mobilitarci contro questo ennesimo attentato alla libertà e alla giustizia sociale, e invitiamo tutti coloro che condividono i valori antifascisti a fare altrettanto».

Il presidente del consiglio comunale Massimo Allegretti invita a riflettere: «Casapound ha partecipato alle recenti competizioni elettorali democratiche in uno Stato democratico: impedire, dunque, ad una forza politica il libero dibattito è un danno peggiore del male. Poi, può essere drammatico che ci si ispiri a certe ideologie totalitarie, ma questo è un problema soprattutto culturale e non lo si contrasta impedendo comunque di avere dei luoghi di ritrovo e di dibattito». 


 

I commenti dei lettori