Il maltempo non dà ancora tregua, in arrivo una nuova ondata di piena

Piogge torrenziali fra Piemonte e Lombardia: previsti oltre sei metri a Borgoforte. L’Aipo vigila sugli argini

MANTOVA. L’ondata di maltempo che sta colpendo il Nord Italia non dà ancora tregua. Investita la nostra provincia che nel giro di 24 ore ha visto cadere mediamente 30 millimetri di pioggia. Almeno il doppio quella che ha allagato vaste aree in Piemonte ed Alta Lombardia. Acqua che nel giro di 24-48 ore farà nuovamente aumentare i livelli del Po. Passata la prima ondata di piena, a monte se ne sta formando un’altra che supererà quella adesso in transito sino a superare la soglia due di criticità, corrispondente a 6 metri sullo zero a Borgoforte. Restano chiusi i ponti di Torre d’Oglio, sulla Provinciale fra Cesole e San Matteo e quello di Calvatone. Aperti tutti quelli sul Po.

Non c’è tregua per questo inizio di novembre. La cattiva stagione è iniziata con fenomeni estremi che hanno devastato vaste porzioni del nord Italia, dalla Liguria, al Veneto al Trentino. Effetto di una estremizzazione dei fenomeni meteo sempre più accentuata con il passare degli anni. A preoccupare gli uomini dell’Aipo, l’Agenzia interregionale per il Po che opera per la sicurezza idraulica sull’asta del fiume e dei suoi affluenti, l’innalzamento repentino dei livelli nel settore occidentale. Già da ieri in Piemonte il Po ha superato i livelli di guardia e l’ondata si sta trasferendo a valle. Alimentata dalle copiose piogge a quote basse, mentre lo zero termico, il limite delle nevicate, è sceso appena sopra i 2mila metri.


L’onda farà raggiungere il livello 1 di criticità, corrispondente al superamento dei 5 metri a Borgoforte. Ma a valle di Cremona, con l’apporto dell’Adda, si potrebbe superare anche il secondo livello di criticità (6 metri a Borgoforte). Una condizione ancora ben lontana dai circa 10 metri raggiunti nel 1951 e nel 2000, le due grandi piene dell’ultimo secolo, ma da non sottovalutare per il perdurare degli alti livelli. Già ieri, infatti, Borgoforte, dopo avere raggiungo i 5 metri e 72 giovedì, è entrato in “stanca” scendendo di soli 10 centimetri. Ad ostacolare una veloce discesa delle acqua la considerazione che a valle l’Alta marea ostacola il deflusso verso il mare Adriatico. Il Delta già ora è entrato in soglia di criticità moderata e problemi si riscontrano anche nel tratto ferrarese.

«Il nostro personale - spiega Marcello Moretti, direttore dell’Aipo di Mantova - rimane tutt’ora attivo e non è stato smobilitato da lunedì quando i livelli del fiume si sono innalzati. Continuiamo ad operare con i monitoraggi e le verifiche delle opere idrauliche in coordinamento con gli altri enti».

In particolare la Protezione civile, impegnata nella notte fra lunedì e martedì ad Asola nella fase più critica della piena del Chiese e sugli affluenti, ma anche i Vigili del Fuoco, la Prefettura, la Provincia, le forze dell’ordine. Secondo il piano di emergenza per le alluvioni che è stato creato dopo la grande piena del 2000 e che ha mostrato la sua efficacia nelle occasioni successive. —


 

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