Influenza, via alle vaccinazioni. Il picco è previsto a dicembre

Da lunedì 5 novembre negli ambulatori dei medici di famiglia e nelle sedi dell’Asst di Mantova. Per gli ultra 65enni e per i soggetti a rischio complicanze l’iniezione è gratuita

MANTOVA. Tosse, male alle ossa, febbricola? Non è ancora influenza vera e propria ma poco ci manca.

In questi giorni molti mantovani sono alle prese con i classici sintomi da virus parainfluenzale favoriti dagli sbalzi termici. L’epidemia stagionale, garantiscono i virologi, esploderà a dicembre. Nel frattempo, come accade ogni anno, l’Ats Val Padana ha programmato la campagna di vaccinazione che inizierà lunedì prossimo.


Il vaccino è raccomandato agli ultra 65enni e alle persone a rischio complicanze ed è offerto gratuitamente.

A chi rivolgersi dunque per poter fare la vaccinazione antinfluenzale? Al proprio medico di medicina generale, al proprio pediatra di libera scelta o all’Asst di Mantova.

Le persone alle quali viene raccomandata ed offerta gratuitamente la vaccinazione sono: anziani (età pari o superiore a 65 anni); bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi ed adulti affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza; bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza; persone residenti presso strutture socio-sanitarie per anziani o disabili; medici e personale sanitario di assistenza, personale di assistenza in case di riposo ed anziani a domicilio, volontari dei servizi sanitari di emergenza; persone conviventi con soggetti portatori di patologie e che non possono essere vaccinati; personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali (suini e volatili) che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani.

Gli esperti prevedono una stagione di intensità media, con circa 5 milioni di italiani a letto con febbre e dolori articolari, ben lontana da quella dell’anno scorso che mise ko 8 milioni e mezzo di persone.

Quest’anno i virus saranno meno diffusivi. Lo si evince dagli studi sull’andamento dell’epidemia nell’emisfero sud, in particolare in Australia e Nuova Zelanda, dove si è registrata una diffusione limitata.

È già partito intanto il sistema di rilevazione dei dati InfluNet, predisposto da ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità, scattato lunedì 15 ottobre e che si concluderà il 28 aprile 2019.

L’obiettivo principale è monitorare la circolazione dei diversi tipi di virus (A e B), nonché dei sottotipi (A/H3N2 e A/H1N1) e dei due lineaggi (B/Yamagata e B/Victoria) di virus influenzali nelle diverse aree geografiche e nei diversi periodi della stagione epidemica.


 

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